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L’ultimo dei giocatori Virtus a presentarsi – o meglio, a ripresentarsi – è stato Roberto Chiacig, confermato questa estate da Claudio Sabatini.

“Saluto tutti quanti all’inizio di questo mio secondo anno. Sono contento di essere rimasto in una squadra che è cambiata parecchio, dato che i reduci sono pochi. E’ una situazione nuova, in un nuovo Palasport che è stato riorganizzato e diventerà una delle strutture più belle in Europa. Il progetto è bello, sono orgoglioso di questo e spero che la squadra possa fare quanto ci è chiesto, anche per cancellare la brutta stagione passata. Con la campagna acquisti, siamo competitivi.

Non è stata immediata, la tua conferma. “C’è stata la possibilità di andare via, ma io volevo restare qui a Bologna per tanti motivi, per cui appena c’è stata l’occasione abbiamo trovato l’accordo, come da mia idea iniziale. Quindi ringrazio la Virtus che ha voluto riconfermarmi, è una cosa importante che mi ha fatto contento”.

Sei il quarto lungo, ti senti ridimensionato? “Venivo da situazioni difficili, prima di arrivare qua. Lo scorso anno non è stata una stagione facile, e ora penso di poter dare il mio contributo, specie in Coppa dove giocano solo due americani, ma anche in campionato ci saranno partite dove servirà il mio peso, dato che sono l’unico vero centro di ruolo, contro avversari fisici”.

Cosa manca per raggiungere Siena? “Quando parti hai sempre tante speranze. Come giocatori, posso dire che ogni tassello è al posto giusto, ora serve formare un gruppo che giochi, che sappia compensarsi in tutti i ruoli, lavorando in palestra con serietà dall’inizio: per diventare un orologio, come è Siena, bisogna avere una grande voglia collettiva, e la disponibilità reciproca a non essere egoisti, magari rinunciando ad un tiro per crearne uno più facile. Spero che quest’anno vada in questo modo, perché tutti i miei compagni sembrano pronti a questo e ambiziosi”.

Pagherete lo scotto di avere ruoli chiave coperti da rookie, per il campionato italiano? “No, perché Boykins e Arnold hanno esperienza, poi Vukcevic sa fare gruppo, Giovannoni è un altro che può aiutare i nuovi a gestire al meglio il loro inserimento”.

Quanto è stata frustrante la scorsa stagione? “C’è stato parecchio trambusto all’interno della squadra, i risultati sono stati deludenti, però ora è il momento di girare pagina, ogni nuova stagione è come aprire un nuovo libro, e speriamo che il prossimo sia bello”.

Per chi è rimasto c’è una motivazione speciale? “Io ho sempre voluto dare il massimo, in carriera, e quando arrivano i risultati c’è soddisfazione. Per noi, ma anche per i nuovi, sarà necessario dare segnali forti all’interno di una società che vuole ottenere risultati: intanto, andiamo in campo con la voglia di dimostrare a tutta la Virtus che meritiamo di stare qui. Le potenzialità ci sono, secondo me”.

Che idea avevi di Sharrod Ford? “Molto verticale, salta molto e ha una buona mano. Viene da una grande stagione anche grazie alla sua sintonia con il play. Speriamo capiti la stessa cosa anche qui: è un giocatore importante, ha doti incredibili, potrà far bene”.

Come ti adeguerai ad un giocatore di 165cm come Boykins? “Farà correre molto la squadra, porterà velocità e passaggi lampo per cui noi dovremo essere pronti. Sarà importante che lui si adegui presto al nostro campionato, dato che non è una cosa immediata, ma penso che ci sarà da divertirsi. Non sarà facile marcarlo, dato che correrà più degli altri, e vedremo che impatto avrà nella nostra squadra”.

Obiettivi per questa stagione? “Arrivare più in alto possibile, questo è normale. Partiamo con delle potenzialità che devono essere messe sul campo e sfruttate per le nostre ambizioni. Un passo alla volta: intanto raggiungere i playoff, poi vedremo cosa saremo in grado di fare. C’è una coppa europea da giocare, poi, dove provare a dare soddisfazioni al nostro pubblico”.

Chi saranno le outsider? “Il campionato è parecchio cambiato, e ci sono squadre che sono arrivate in alto fuori pronostico. Molte società si stanno attrezzando per tornare alle loro vecchie posizioni, ma non sarà facile: ci sono tanti stranieri, e servirà azzeccare gli acquisti giusti prima di tutto, poi il campo dirà la sua. A inizio stagione, però, ogni pronostico è difficile: serve trovare l’amalgama per vincere le partite chiave, e dimostrare sul campo che i pronostici fatti sulla carta sono giusti”.

Categoria: Basket
 

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