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Sembrava una serata di goleada continua, con il ventello che viene raggiunto già nel secondo quarto e Ford che veleggiava verso la doppia tripla, se vogliamo: la Virtus senza Vukcevic dei due quarti di metà è sembrata la miglior Virtus possibile, pur ammettendo che Pesaro è parsa un presepio senza idee. Poi capita quel che capita, un po’ di zona e qualche voglia di relax di troppo, e il ventello diventa un quasi punto a punto che fa venire brividi imprevisti a tutto il Palasport: poteva finire peggio, ma poteva andare ancora meglio.

Ricordato Giacomo Bulgarelli con un minuto di raccoglimento che interrompe anche i cori dei pesaresi appena entrati al Palasport, si parte con i fuochi d’artificio di Ford e Boykins, ormai una costante di queste recenti partite Vnerizzate: uno corre, l’altro salta, e pur con qualche sbuffo dietro la gente si diverte. Hurd fa 6-7, poi quando due balzi li porta anche Terry la V mette la freccia, anche se Koponen si incarta ad ogni azione e le schiacciate non valgono più di due punti. Nasino davanti, con un 2+1 di Langford, e 20-16.

Sacripanti si sbraccia anche, per cercare di svegliare i suoi, ma a quanto pare il concetto di ritorno difensivo, per Pesaro, proprio non esiste: la Virtus difende quel che serve per recuperar palloni dietro, lanciare contropiedi quarterbeccando in allegria, e trovare sotto canestro spesso e volentieri un Ford che deve solo appoggiare i suoi punti: saranno 16 in 16’, prima di un passaggio in panchina per il giusto rifiatare. Per forza di cose il punteggio si allarga, specie quando arrivano anche le triple di Koponen e Blizzard, e Pesaro resta impalata in perfetto stile Tussauds. Poi rientra Ford, arriva anche la sua tripla (21 per lui alla sirena), e arriva il +22: Curry addomestica, ma a fine tempo si dice 50-30, con trentello virtussino nel quarto.

Un barlume di dignità Pesaro prova a metterla in campo, dopo i disastri del secondo quarto, e se non altro la goleada viene interrotta. Ci mette del suo – se vogliamo dirla così – anche Boniciolli, che risparmia minuti a Sharrod Ford per palese manifesta superiorità, ma per Boykins basta poi buttare palla in area che di mani pronte a monetizzare ce ne sono comunque: se non di quelle del colored si trattano, arriveranno quelle di Chiacig. Si veleggia facile sul ventello, con +23 di massimo, e 72-51 al 30’.

La zona chiesta da Sacripanti, unita ad una voglia di Badedas anticipata, porta la partita ad un blando riaprirsi negli ultimi minuti, quando Hicks e Akindele cercano di prendere la Virtus a testate riuscendo anche a far venire un po’ di mal di testa a Boniciolli. I rifornimenti per Ford vengono a mancare, viene a mancare soprattutto la difesa, e un 85-71 che già sembrava generoso per Pesaro diventa clamorosamente 85-81. Qui arriva la tripla di Righetti, a cui Myers non risponde, e il -3 a 9” dalla fine diventa pietra tombale quando Gori fischia un antisportivo eccessivo, forse, a favore di Boykins. Tutti a casa, ma poteva finire prima.

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