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Deve ancora sorgere il giorno nel quale un allenatore, o il proprietario di una squadra, si rallegreranno per una sconfitta: ma, nella storia della pallacanestro, se per una volta ci si è andati vicini, questo è successo ieri a Siena, dove una Virtus incompleta ed incerottata, puntando sui giovani o addirittura sui giovanissimi (in quintetto è partito per esempio il 18enne Gaddefors), ha giocato praticamente alla pari degli imbattibili campioni d’Italia, finendo sconfitta di pochi, miseri punti. E, come ha giustamente rimarcato coach Lardo a fine gara, stiamo comunque parlando di una squadra che al completo, a inizio stagione, aveva vinto quattro partite su cinque, poi sono iniziati gli infortuni, a Winston, due volte a Sanikidze e due volte a Poeta, oltre alla fuga di Kemp, che dovrebbe tornare a giorni, e del quale bisognerà poi decidere cosa fare. In altre parole, se la squadra avesse potuto allenarsi più a lungo al completo, e se al completo avesse potuto svolgere le proprie gare, forse ora staremmo parlando della rivelazione del campionato, dal momento che non va dimenticato che si tratta della formazione più giovane in assoluto. In Lega Due il match clou era sicuramente il derby tra Rimini e Reggio Emilia, che ha visto l’importante successo dei riminesi rovinato però dall’addio della bandiera German Scarone, che nel dopopartita ha annunciato la propria partenza dopo oltre 9 anni di militanza per non meglio precisati conflitti con la società. Chi invece può davvero sorridere a 32 denti è Imola, che superando pure la rivelazione Pistoia ha fatto un netto e decisivo salto verso i playoff.

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