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Virtus vincente, Virtus di nuovo quarta in classifica, Virtus che allontana i brutti ricordi della Final Eight di Coppa Italia. Ci sarebbe di che definire, quindi, una domenica perfetta, quella di ieri per le V nere. La realtà, purtroppo, è un po’ diversa. Chi ieri era alla Futurshow Station di Casalecchio ha in effetti avuto la percezione di una partita faticosa ed affaticata, con tanti, endemici problemi ancora lì da risolvere, e con un avversario (Pesaro) che forse nel finale meritava di più la vittoria, complice anche una clamorosa non-fischiata sull’ex di turno Andre Collins, quest’oggi stigmatizzata da tutti i quotidiani nazionali. Anche al di là del convulso finale, non è che le V nere possano uscire da questo match rinfrancate e convinte: la sensazione diffusa è quella di interrogativi ancora ben lungi dall’essere risolti. Farlo, però, avendo messo in cascina il fondamentale fieno rappresentato da una vittoria, questo è un lusso praticamente impagabile, soprattutto in questo momento. Il campionato continua a regalare a tutti soddisfazioni a fasi alterne, e quindi chi oggi giosce, di solito domani piange. In questo circo del “vorrei ma non posso”, potrebbe davvero mancare poco alla Virtus per raddrizzare definitivamente la stagione. Potrebbe bastare un po’ di continuità, potrebbe bastare il ritrovato Koponen di ieri, potrebbe bastare l’Homan di nuovo convinto visto a tratti nel match di ieri. O, forse, potrebbe bastare il ritornare ad ascoltare i dettami tecnici di coach Lardo: allenatore, è bene ricordarlo, tra i più preparati in assoluto nel panorama tricolore. Averlo, e non ascoltarlo, sarebbe davvero un peccato mortale.

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