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Ci avevamo quasi creduto. C’eravamo quasi cascati, sentendo Pianigiani, allenatore di Siena, dire giovedì che i “veri” campionati sono quello italiano e l’Eurolega, che quindi la Final 8 di Coppa Italia era solo una bella festa, nella quale il risultato contava, in fondo, il giusto. Era stato quasi credibile, Pianigiani. Poi la sua Monte Paschi è scesa in campo, e da lì in poi, come sempre, non ce n’è stato per nessun altro. Anzi, alla fine la Virtus, finalista ed organizzatrice dell’intero evento, ha impensierito sì la Siena tricolore, arrivando vicina a cogliere il prestigioso scalpo, ma un discorso è giungere a un passo, dai traguardi importanti, altro è acchiapparli. E dal momento che le V nere, da 3 anni in qua, perdono sempre la finale della Coppa Italia all’ultimo secondo, comincia ad essere abbastanza tortuoso attaccarsi alla malasorte. E’ vero che sul finale di gara qualche perplessità potrebbe sorgere, su qualche interpretazione arbitrale non esattamente casalinga: ma bisogna ugualmente ricordare come, al netto degli investimenti estivi, la Virtus è costata di più, di questa Siena schiacciasassi: del resto, si sa, i soldi non basta spenderli, bisogna anche veicolarli verso gli uomini giusti (chiedere per conferma alla Fortitudo, che spendendo un bel pacco di euro è sull’orlo della retrocessione). E’ scesa in campo anche la Lega Due, con le sorprendenti rinascite di Imola e Reggio Emilia: gli imolesi hanno espugnato, contro tutte le previsioni, il parquet di Rimini, in un derby accesissimo e combattutissimo, mentre Reggio ha interrotto la sua serie infinita di sconfitte violando il campo di Roseto.

Categoria: Basket
 

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