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Il colpo di classifica è secco, spiazzante, anche se affrontando i primi della classe in Bundesliga qualcosa si poteva anche intuire. Così, nel momento in cui la Virtus agitava soprattutto cori di speranza e anticipate preci per l’imminente rilancio, dopo Galatasaray e Milano il terzo segnale buono non è dunque arrivato. Se, nonostante la beffa finale della tripla a fil di sirena di Foster, nonostante le 10 carambole in meno, nonostante i 14 rimbalzi offensivi concessi, la Vu Nera ha comunque trovato una serata, una buona serata, vorrà dire che in molti intendono pure fare una squadra e risalire il campionato, come si paventava. Ora tutto il girone J si giocherà sul fil di lana. Di più ne sapremo le prossime domeniche, se si vorrà tornare alle buone usanze di accontentare lo spettabile pubblico, e nel frattempo andrà pur detto che l’Europa resta un obiettivo nobile, per storia e numeri, carattere e puntiglio. Almeno quanto il primo tempo di Ford e il secondo di Terry, oggi due bei nomi da spendere per una conferma, che adesso andrà però tradotta in fatti anche nelle prossime gare. Un nome di garanzia, dentro una situazione di agio che non si rispecchia solo nella prima sconfitta di questa Top 16, nei silenzi e negli intrighi tattici, ma anche nell’indelebile esito di questa Virtus da corsa. Strana partita, allora, sempre ad elastico, che penalizza oltremodo una Virtus mai doma, che Oldenburg strappa solo all’ultimissimo. Bologna Fiere parte col freno (8-10), con Oldenburg sulle ali di Paulding e soprattutto di Perkovic: se può alzare i ritmi è irresistibile, e allora la Virtus tronca, sopisce, addormenta (anche camminando). Le fa gol solo l’imprendibile Ford (7 in 3′), tenendola incollata nella rimonta (20-18 al 9°). Coach Krunic non esita ad alternare i suoi ragazzi, e non solo perché Pekovic e Gardner stanno a guardare più che giocare: su quelli ha scommesso, e allora non è stata una pensata da mago Oronzo eleggere l’area a bocca da fuoco principe, o spedire i 212 centimetri di Boumtje a braccare Ford, fra i più temuti. Nel mezzo, sul massimo sforzo bianconero (45-37) anche il 3×3 di Langford. Risultato: a metà del terzo quarto in 3’ non un solo cesto tedesco, prima che Langford esploda due virate, inclusa quella del +3 di casa prima di mandare le due nemiche all’ultimo pit stop sul 62-63 per Oldenburg.
Tutti ammanettati dal piano gara di Krunic e da uno spietato aumento dei ritmi a quel punto la Virtus reagisce con quel che ha, recupera pure la possibile palla decisiva con Boykins che però a 10”, sul +1, fa 1/2 dalla lunetta. Poi appunto la beffa.

Categoria: Calcio
 

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