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La Virtus ha trovato una stella: Jamie Arnold nelle ultime due partite ha cominciato a giocare da Jamie Arnold ovvero al livello del giocatore che ha speso 11 anni di carriera in Europa ad altissimo livello, che ha giocato nel Maccabi, che ha uno stipendio da “top-player”. I 12 punti e sei rimbalzi di Caserta non sono stati un bottino stratosferico ma essendo maturati in gran parte nell’ultimo periodo quando la partita se ne stava andando, assumono un significato diverso. Ma ad Ostenda, Jamie è stato il migliore in campo. «E’ un giocatore che ci dà profondità in attacco – dice coach Matteo Boniciolli – non è una vera ala forte non è un vero centro ma può giocare tutti e due i ruoli. Il nostro pacchetto di lunghi è di assoluta affidabilità anche se Chiacig è l’unico centro puro. Sharrod Ford ad esempio a Ostenda ha giocato sempre da ala grande e l’ha fatto bene anche quando il coach avversario Badioli ha provato a tatticizzare la partita opponendogli un giocatore grosso ma di 1,98».

BONICIOLLI – Arnold è un giocatore particolare e forse non proprio adattissimo al sistema di Boniciolli, che ama i giocatori alti in rapporto alla posizione di impiego. Poco più di due metri, e con un gioco prevalentemente interno – non è atletico e quindi da ala può usare il tiro da fuori ma non difendere a sette metri dal canestro o attaccare dal palleggio – Arnold nel basket moderno è un atipico. Boniciolli nelle prime uscite l’ha utilizzato come cambio di Chiacig, quindi da centro tattico. Un ruolo minore, dettato anche da condizioni fisiche imperfette (il ginocchio l’ha bloccato tre volte da quest’estate a oggi), che gli stava stretto. «La differenza è che da qualche tempo si allena con continuità», rileva Boniciolli. E i risultati si vedono. A Ostenda oltre a segnare 22 punti, ha catturato 11 rimbalzi, ha fatto 5/6 ai liberi e messo tre triple, a conferma che il suo raggio di tiro non è ristretto.

TERAMO – Ora il ruolo di Arnold dentro la Virtus potrebbe cambiare. Già domenica, contro Valerio Amoroso, la sua taglia fisica sarà utile. Il teramano è un centro che svaria e tira da tre. Ma non è veloce. Arnold ha la taglia per stargli vicino e limitare le sue scorribande perimetrali. «Comunque la partita di domenica è da considerare una gara di cartello. Teramo è come la mia Avellino di un anno fa. Ogni partita che gioca contro una grande, indipendentemente da storia e tradizione, è uno scontro al vertice. Loro hanno perso due partite in casa con Siena e Milano, una per colpa di tre tiri liberi a tempo scaduto e un’altra per un tap-in sulla sirena di Mike Hall. Avessero quattro punti in più sarebbero davanti a noi e nessuno si sentirebbe offeso. Il playmaker Beppe Poeta ad esempio è uno dei giocatori più interessanti del campionato».

TATTICA – Boniciolli sta già preparando la gara con Teramo. Oltre ad immaginare Arnold sulle tracce di Amoroso, sta ipotizzando l’impiego di Guilherme Giovannoni da ala piccola, il ruolo che aveva all’inizio della sua esperienza italiana, a Treviso. «Nel mio modo di vedere il basket, l’unica ala piccola vera che abbiamo è Federico Lestini, che anche a Ostenda ci ha dato minuti preziosi in momenti delicati. Gui è uno dei pilastri della squadra e se vogliamo acquisire un volto da grande usarlo sul perimetro rappresenta una strada da percorrere. Ad esempio Teramo in quel ruolo ha David Moss, che è 1,98, è tosto e potrebbe metterci in difficoltà».

Categoria: Calcio
 

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