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La Fortezza Bologna – Snaidero Udine 91-74 (22-19, 44-37; 65-55)

LA FORTEZZA: Ford 11 (5/10), Koponen 1 (0/1 da tre), Blizzard 14 (1/1 4/7), Arnold 16 (4/6 1/3), Righetti 4 (0/2 0/4), Boykins 15 (6/14 0/2), Giovannoni 7 (1/3 1/3), Chiacig 2 (1/1), Langford 11 (4/5 1/2), Malagoli ne, Tommasini ne, Vukcevic 10 (2/2 2/4). All. Pasquali.

SNAIDERO: Contento ne, Anderson 14 (2/6 3/9), Musso ne, D’Ercole 4 (1/1 0/1), Ortner 3 (1/6), Antonutti 9 (2/4 1/5), Di Giuliomaria (0/1), Romero 14 (5/15), Torres 23 (7/8 3/6), Gomez ne, Maganza ne, Jackson 7 (3/7 0/2). All: Caja.

Arbitri: Sabetta, Giansanti, Caiazza. Tiri da due: LaF 24/39 (9/26 da tre), Sna 21/48 (7/23 da tre). Tiri Liberi: LaF 16/21, Sna 11/16. Rimb.: LaF 41, Sna 40. Ass.: LaF 25, Sna 11. Spettatori: 6523.

Il colpo di teatro è vertiginoso, spiazzante, anche se una gara così ad effetto in qualcosa si poteva anche intuire. Così, nel momento in cui la Virtus agitava soprattutto cori di speranza e anticipate preci per l’imminente rilancio, il terzo segnale buono è dunque arrivato. Se ha ancora trovato una serata, una buona serata, vorrà dire che in molti intendono pure fare una squadra e risalire il campionato, come si paventava. Di più ne sapremo le prossime domeniche, se si vorrà tornare alle buone usanze di accontentare lo spettabile pubblico, e nel frattempo andrà pur detto che, per storia numeri, carattere e puntiglio, il primo tempo di Arnold e il secondo di Boykins sono stati oggi due bei nomi da spendere per una conferma, che adesso andrà però tradotta in fatti anche nelle prossime gare. Un nome di garanzia, dentro una situazione di agio che non si rispecchiava solo nei nomi di mercato, nei silenzi e negli intrighi tattici, ma anche nell’indelebile esito di questa Virtus da corsa. Strana partita, allora, sempre ad elastico, che penalizza oltremodo una Snaidero mai doma, che la Virtus strappa solo nel finale. La Fortezza parte sparata (16-4), sulle ali di Ford e soprattutto di Arnold: se può alzare i ritmi è irresistibile, e allora Udine tronca, sopisce, addormenta (anche camminando). Le fa gol solo l’imprendibile Anderson (7 in 3′), tenendola incollata nella rimonta (22-19 al 9°). Caja non esita ad alternare i suoi ragazzi, e non solo perché Ortner e Jackson stanno a guardare più che giocare: su quelli ha scommesso, e allora non è stata una pensata da mago Oronzo eleggere Romero a bocca da fuoco principe, o spedire Torres a braccare Giovannoni, fra i più temuti. Risultato: in 3’ non un solo cesto Virtus, mentre Anderson esplode due virate, inclusa quella del +5 udinese prima di mandare le due nemiche al thè sul 44-37 per Bologna. Ancora Torres spacca poi la partita in avvio di ripresa, gonfia il +4, minimo vantaggio di casa dopo l’intervallo lungo, che però la Snaidero non sa tenere, per eccesso d’euforia. Udine poco marpiona non risale dunque e torna al -7, poi spronda ma fa una roba siderale D’Ercole per il -10 dell’ultimo pitstop. La truppa di Caja è leggerina, anche senza pivot di ruolo vive della zona e della balistica eccelsa di Torres, dei ricami lievi di Romero, di qualche sprazzo di Antonutti (+6 al 36‘). Il disequilibrio però continua pure dopo, con tre triple di Blizzard, Langford e Vukcevic: Chiacig addirittura recupera un paio di extra possessi dalla spazzatura. Chi sbaglia meno sono i ragazzi in bianco, è giusto che la vincano e faccian festa.

Pasquali: «E’ stata una partita in cui le statistiche non hanno significato. Queste sono le partite più difficili dal punto di vista mentale, preparare la squadra a giocare con Siena non è più facile, però il giocatore ha più consapevolezza di dover essere presente 40’ senza distraizoni. Oggi c’è stato qualche passaggino di troppo, hanno pensato a far divertire il pubblico ma Udine non è squadra che si fa prendere in giro e per due volte hanno riaparto la partita, guidati da un coach esperto che non molla mai. Adesso speriamo contini ad allenarsi con contnuità per alzare anche il suo minutaggio; Ford è onnipresente a rimbalzo ma un po’ troppo solo, abbiamo sofferto molto i rimbalzi offensivi, i piccoli non hanno ancora la mentalità di correre a rimbalzo in difesa. Romero si è battuto come un leone e Ford è stato troppo solo, appunto. Tutte le fasi sono in continuo miglioramento, facciamo passettini in avanti. Vedo che negli altri campi le favorite fanno fatica, il nostro campionato non è così facile come lo si vuole far apparire, mi pare che anche a Teramo non sia così facile vincere».

Categoria: Calcio
 

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