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Quando, a stagione appena conclusa, in casa Virtus si cominciò a tracciare la squadra che verrà, i nodi da sciogliere apparivano molteplici, ed erano legati alle posizioni di Koponen, Homan, Rivers e Kemp. Strada facendo, per motivi diversi tutte queste faccende si sono dimostrate di più facile risoluzione di quanto ci si attendesse: Koponen e Homan, alla fine, rimarranno entrambi alle V nere, mentre Rivers e Kemp eserciteranno l’opzione di uscita dal contratto pagando una penale abbastanza bassa. Quindi, a quel punto la Virtus si è potuta concedere il sogno Mc Intyre, e sta provando a percorrere pure la strada verso un altro sogno proibito, quello legato al fisico possente di Benjamin Eze. Ma, quando meno ce lo si aspettava, i problemi sono sorti altrove, e sono legati alla posizione di Viktor Sanikidze. Il georgiano si appresta a vivere in bianconero il suo ultimo anno di contratto, e la società gli ha proposto un’estensione, per puntare su di lui in termini più lunghi, ed anche per poter godere in prima persona dei suoi miglioramenti, palpabili stagione dopo stagione. Una prassi comune, che più o meno tutte le società seguono: peccato che, nel formulare la propria offerta, la Virtus abbia sparato un po’ basso, provocando nel giocatore (altrimenti ben contento di rimanere sotto le Due Torri) qualche fondato ripensamento. Difficile dire come si concluderà la vicenda, ma è facile pensare che, se improvvisamente divenisse praticabile la via verso Eze, di colpo Sanikidze diverrebbe un pochino meno indispensabile: e, a quel punto, l’offerta non eccelsa della Virtus nei suoi confronti acquisterebbe un senso maggiore.

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