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Sembrava di essere negli anni 70, ai tempi della grande Ignis, quando vincere a Varese era un“impresa improba. Anzi, in verità, era più facile, allora, trionfare a Masnago per la Sinudyne di Villalta che non, oggi, per la Saie3 di Poeta. Il pronostico, chiusissimo per la Virtus, è stato rispettato e, al di la di un terzo quarto sontuoso, il finale dice più 17 per i lombardi. Certo una volta c“erano i Cosic e i McMillian, oggi gli Hasbrouck, gli Smith e i Minard: volendo pure Porelli al posto di Sabatini… Non sembri un attacco a Claudio, ma l‘Avvocato era immenso. Come erano immensi i due stranieri bianconeri, anche a livello cromatico, ma oggi, ne basterebbero anche tre meno forti, ma motivati, per giocarsela. Ad esempio quelli che ha preso la Cimberio, tra cui spicca Dunston, assolutamente di livello superiore. I tre della Virtus, invece, vagano per il campo, non a caso nessuno raggiunge la doppia cifra, con l‘entusiasmo con cui si va dal dentista. C“è pure un momento in cui Finelli invita Hasbrouck a rientrare sul parquet e, vista la faccia da 2 novembre di Kenny, decide di farlo riaccomodare in panchina. La cronaca del match? La squadra di Bologna gioca dieci minuti, quella di Varese trenta: se poi ci mettiamo che è anche più forte… l‘unico sei in pagella lo merita Gadderfors, che segna 10 punti: certo deve essere dura per il coach dover continuare ad allenare tre giocatori che non vorrebbe più vedere neanche in cartolina…

Categoria: Basket
 

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