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Il primo tempo illude un Bologna capace di giocare alla pari con i campioni d’Italia in carica. Ma nella ripresa emerge tutta l’esperienza e il talento di una squadra come il Conversano, costruita per vincere subito. Basti pensare che, in campo, c’è un signore prossimo ai quarant’anni che, in carriera, è stato capace di vincere tredici scudetti con tre maglie diverse. Ma Alessandro Tarafino, 40 anni a dicembre, è tuttora uno splendido direttore d’orchestra, capace con il suo talento di infiammare la Puglia. Bologna gioca bene e parte bene. E’ 3 a 1 con la rete di Montalto. In contropiede, Pivetta, scheggia quella traversa che, forse, avrebbe potuto regalare anche il +3. Ma nel primo tempo c’è grande equilibrio con una squadra, il Bologna, che non riesce a spremere il meglio da Volpi e Bisori, i suoi talenti. Si fa sentire Doldan, Venturi è efficace in difesa e solido in attacco, ma non basta per scappare. Bologna è ancora a +2 sull’8 a 6, ma prima del pareggio di Venturi, c’è il sigillo del solito Tarafino sul 13-14. Bologna prova a crederci anche nell’intervallo puntando su un organico più lungo. Ma anziché la freschezza rossoblù sale in cattedra il portiere greco che diventa insuperabile, Bologna si smarrisce e subito Conversano ne approfitta. C’è anche un rosso diretto a Bar (bisticcio con l’ex Maione) e Bologna precipita fino al 20-29. Se non è l’inizio della fine lo si deve solo a Montalto, Venturi e Doldan. Il -5 forse è ancora recuperabile. Ma se vuole il suo primo scudetto l’United dovrà cambiare registro. Puntando anche sul fatto che in fondo, storicamente, Bologna ha costruito le sue prove più belle proprio in trasferta. Beppe Tedesco, coach rossoblù, avrà sette giorni di tempo, fino a martedì prossimo, per convincere i suoi ragazzi che l’impresa si può ancora fare. Ma servirà un miracolo

Categoria: Basket
 

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