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Rimandata a domani la presentazione di Mihajlovic, ma il sito ufficiale del serbo lo da già come fatto, indicando Villa o Pagliuca come secondo, il Bologna ha però ufficializzato l’esonero di Arrigoni. Una notizia che era data per certa ma che non aveva ancora avuto l’imprimatur da parte della società Finisce così un’avventura durata 478 giorni. Era arrivato, infatti, l’11 giugno 2007 e il suo lo aveva compiuto. Era stato chiamato per salire in serie A e lo ha ottenuto. In estate il suo errore più grande. Accettare, anzi accollarsi le colpe di una squadra che non aveva le capacità tecniche per giocare in serie A al pari delle altre dirette concorrenti alla salvezza. E mentre la squadra che è salita in serie A senza mai giocare in maniera spettacolare ha fatto della maggior tecnica individuale la propria forza, nella massima serie A ha continuato a pensare e ragionare da squadra di B, senza riuscire a cambiare ritmo ad un campionato che è tutt’altra cosa. Dopo ogni sconfitta, poi, le certezze e le convinzioni anche dei giocatori si sono fatte sempre più deboli, fino all’ultima inguardabile trasferta di Cagliari nella quale il Bologna non è neppure riuscito a salvare l’onore.
Indispensabile, allora, anche se triste da un punto di vista umano, cercare di dare stimoli nuovi: le perplessità sulla scelta, che è la prima vera scelta della famiglia Menarini, non sono poche. Sinisa Mihajlovic non ha nessuna esperienza come primo allenatore, ha soli 39 anni e dunque praticamente coetaneo con Antonioli e alcuni senatori, come il capitano castellini, insieme al quale ha giocato non tanti anni fa nella sampdoria e non si capisce fino in fondo da dove venga questa scelta.
Oggi il serbo ha rinunciato ad un biennale da 400.000 euro con l’Inter per firmare con il Bologna che dunque o gli ha offerto di più o un contratto più lungo e al quale, probabilmente, dovrà portare in dote anche alcuni elementi in esubero dalla roda nerazzurra. Il primo, che potrebbe arrivare subito è ovviamente l’esterno Cesar, svincolato, ma non è il solo. Comunque la vera campagna di rafforzamento sarà fatta a gennaio. In questo mese e mezzo Mihajlovic dovrebbe capire meglio le esigenze per poter scegliere i giocatori necessari per chiudere le evidenti falle presenti un po’ in tutti i reparti. I nomi sono troppo facili e molto fantasiosi, tutti gli interisti che non vanno d’accordo con Mourinho, da Cruz a Jimenez, da Balotelli a Crespo, sono tutti papabili

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