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QUESTO è il periodo di Gigi Vercalli. Il Prof ha il compito di mettere a punto il motore, alias le gambe, degli atleti della Trenkwalder. Un compito quest’anno complicato dalla serie di infortuni e contrattempi che stanno falcidiando i lunghi. In generale, comunque, il preparatore atletico biancorosso, è soddisfatto.
.Prof, come ha trovato i ragazzi alla ripresa delle operazioni?
.«In generale quelli che attualmente si possono allenare sono in buone condizione. Il gruppo si è presentato in condizioni migliori rispetto all’anno scorso. Quindi si parte da un livello superiore. Purtroppo è una valutazione solo parziale a causa degli infortuni e delle assenze»
.Quindi si può dire che tutti hanno svolto i compiti delle vacanze
.«Assolutamente si. Sono stati bravi, si sono presentati bene»
.Su quali metodi ha impostato questo periodo di preparazione?
.«Adesso siamo solo all’inizio. E’ la prima settimana. Stiamo svolgendo un lavoro di tipo introduttivo per cercare poi di innalzare il livello successivamente»
.Quali obiettivi si è posto per quanto riguarda il suo settore di competenza?
.Diciamo che stiamo ricalcando il piano di lavoro dell’anno scorso. Conosciamo già molti atleti quindi pensiamo di partire bene».
.Dei nuovi c’è qualcuno che l’ha impressionata particolarmente?
.«Sono rimasto molto bene impressionato da Fultz. Robert ha ottime qualità fisiche e atletiche. Bene anche Bryant Smith. Gli altri li conoscevo, non sono stati una sopresa. Sono dotati tutti di buone qualità fisiche».
.Questa sequela di infortuni a livello di lunghi, quanto limita il suo lavoro?
.«Mah, più che il mio lavoro, riduce quello tecnico. Questo è un periodo in cui c’è bisogno di creare quell’amalgama di gruppo a livello tecnico, per il quale i lunghi sono importanti. Questo non fa altro che ritardare anche l’inizio del mio lavoro. Per esempio, Melli e Campani possono lavorare solo “in scarico”, senza caricare nulla. Ancellotti credo si riprenderà in tempi brevissimi, mentre per Heinrich nonostante la frattura, sta svolgendo un tipo di lavoro che non gli permetterà di perdere molto del lavoro svolto. Su nostri due giovani bisogna stare molto attenti. Dobbiamo inserirli molto gradualmente, per portarli al livello della squadra»
.Ultima domanda, secondo lei, il concetto di Josè Mourinho di una preparazione quasi esclusivamente con la palla, sempre, è esportabile anche nel basket?
.«Avendo avuto esperienze anche nel calcio posso dire di sì. Noi i lavori aerobici li facciamo quasi tutti con la palla. Per lavorare sulla forza, invece, è impossibile l’utilizzo della stessa».

Categoria: Basket
 

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