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All’Unipol Arena cade anche Avellino. Straordinaria la prestazione della Virtus, che centra il secondo successo consecutivo tra le mura amiche, dopo Reggio Emilia, e, per di più, contro formazioni superiori per qualità di roster. Giorgio Valli e Renato Villalta si erano raccomandati con i giocatori di rimanere con i piedi per terra dopo il successo nel derby e il messaggio è stato recepito. Umiltà e intensità sono le parole chiave di questi ultimi successi, virtù che questa Virtus non dovrà mai perdere nel corso della stagione per continuare a dire la sua in un campionato difficile, dove l’obiettivo continua ad essere la salvezza. Al momento le vu nere sono al settimo posto della classifica, ma di Final Eight o playoff nessuno ne deve parlare, anzi, per dirla alla Valli, “devono rimanere tabù”. Chiaro, se la squadra dovesse continuare a tenere questo passo, non si possono escludere ambizioni decisamente più affascinanti. Il processo di crescita, infatti, è evidente. I meccanismi di squadra iniziano a girare a dovere, pure davanti, e a beneficiarne sono i singoli. Allan Ray, ormai, è senza dubbio il leader, ma sono da sottolineare i notevoli miglioramenti di Gaddy, White e Gilchrist, che nonostante i suoi limiti tecnici ha alzato l’asticella del rendimento. Non si può non citare Simone Fontecchio. L’azzurro più talentuoso a disposizione di Valli, come a Pistoia, ha regalato la vittoria nel finale contro Avellino grazie ad una tripla, ormai si può dire, delle sue.
Di lavoro da fare, come ribadito più volte, ce n’è ancora parecchio, ma Valli al termine della gara non poteva che ritenersi soddisfatto…

Categoria: Calcio, Sport
 

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