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Si potesse scegliere, nella vita… Di sicuro il Basket Club avrebbe barattato volentieri il successo con Roma (prestigioso) con la sconfìtta di Udine (pesante contro una rivale diretta). è andata diversamente: piegata l’imperiale Lottomatica due settimane fa, la Carife è poi andata sotto al PalaCarnera. Dopo un match equilibrato per 25′ e deciso da una fiammata. L’ha avuta Anderson e non un estense, così la Snaidero ha messo un tappo alla sua crisi. Ma non ha aperto falle esageratamente evidenti nello scafo ferrarese. La Carife sta metabolizzando compiutamente che questa annata è ben altra cosa rispetto alla Legadue. Chiusa la finestra di mercato, fatte delle scelte precise (fuori Riley, dentro Apodaca), sperabilmente superata la tempesta emotiva di fine novembre-inizio dicembre, in casa Club possono ripristinare delle certezze. Una è lampante: si soffre e si soffrirà, ma per ora la barchetta resta nella scia salvezza. Conta zero, ma vale ricordarlo per rimettere in circolo un po’ di autostima: se il campionato finisse ora, Ferrara sarebbe salva. Messo ordine è poi necessario qualche approfondimento, che trae spunto dal Valli pensiero espresso durante la conferenza stampa di domenica sera a Udine: “Forse non riesco a dare alla squadra la sicurezza necessaria”. L’indomani, il tecnico amplia e spiega il concetto: «Sentiamo troppo il “peso” dell’evento. Quando non ci viene richiesto di vincere esprimiamo i nostri migliori momenti. Tutti dovremmo drammatizzare di meno e io sono il primo responsabile tecnico: quindi è una domanda che mi faccio».La risposta? «Non ci sono crisi di gioco, né situazioni difficili. Tra l’altro venivamo dalla nostra migliore settimana di allenamenti, non mi aspettavo una prestazione come quella di Udine. È accaduto e può succedere. Magari con poca fluidità, ma ci siamo costruite buone conclusioni: però non sono entrati. Capita. Dal perimetro siamo stati sterili. Con Udine l’equilibrio ha retto a lungo, si sapeva che chi l’avrebbe rotto avrebbe poi messo in difficoltà psi- cologica la rivale. Potevamo essere noi, non ci siamo riusciti per sbagli facili al tiro». Individuato il problema, non nuovo perché l’efficacia offensiva è sempre stata la spia rossa del pericolo, occorre cercare un rimedio… «Se possibile dovremo essere ancora più aggressivi – sottolinea Valli -, poi ci serve trovare punti in altra maniera. Meno a difesa schierata, più in contropiede. In velocità». Meno ordinati e maggiormente sopra le righe. Come sussurrava il coach nella serata friulana. In questo senso, l’innesto di Apodaca è vitale. Il debutto di Rick è stato promettente: faccia tosta, coraggio. Fisico per buttarsi nel cuore dell’area, buoni passaggi in penetrazione. Il guaio è che il suo debutto è coinciso con il clamoroso “zero” delle altre guardie. Collins in primis: «Andre va recuperato perché è sfiduciato, in questo momento non crede nel suo tiro e quindi ha rinunciato al suo istinto giocando per la squadra. Ma siamo tranquilli: Collins tornerà ai suoi livelli, contemporaneamente dobbiamo amalgamare Apodaca con la squadra. I giocatori ci sono, la volontà anche: sono dispiaciuto per l’occasione persa a Udine, ma reagiremo. Dobbiamo chiuderci in palestra e basta: grossi problemi non ne vedo. L’unico è legato a Farabello: è necessario fargli trovare la migliore condizione fisica, perché al momento non può ancora forzare». Domenica arriva Cantù, chiamale emozioni.

Categoria: Basket
 

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