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La decisione del Governo di non impugnare la sentenza definitiva con cui la Cassazione ha condannato lo Stato a risarcire i familiari delle vittime della strage di Ustica non ha fermato il dibattito attorno a quanto sia successo la notte del 27 giugno del 1980 nei cieli sopra all’isola siciliana.

Sono due le interrogazioni pronte per essere presentate in Parlamento, a firma di Carlo Giovanardi e Ignazio La Russa.
Il senatore del Popolo della Libertà chiede chiarimenti sulle affermazioni dell’avvocato Daniele Osnato, uno dei due legali dei familiari delle vittime, secondo cui l’incidente aereo di Ramstein, in Germania, del 27 agosto 1998 fu un “omicidio di stampo intimidatorio” per evitare che uno dei piloti deceduto nello scontro deponesse come testimone nel processo su Ustica allora in corso a Roma.
Fratelli d’Italia, invece, chiede le ragioni della scelta di Palazzo Chigi di non impugnare la sentenza, avvalorando in questa maniera la tesi dell’abbattimento dell’aereo attraverso il lancio di un missile.

In ogni caso, la nota firmata dal Presidente del Consiglio Enrico Letta ha riportato la pace a Bologna, dopo la notizia piombata come un macigno sulle celebrazioni per il 33° anniversario della strage.
Tira un sospiro di sollievo Daria Bonfietti, Presidente dell’Associazione dei parenti delle vittime, ribadendo che «si viveva come vergognoso e oltraggioso il fatto che non si volesse accettare quanto accaduto quella notte nei nostri cieli».
Soddisfatto anche il Primo Cittadino di Bologna Virginio Merola, che ringrazia il Governo «per una decisione che rende giustizia alla memoria delle vittime e rispetto nei confronti dei familiari».

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Categoria: Cronaca
 

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