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IL DIFFICILE viene adesso. Anzi verrà dal 5 ottobre quando l’arbitro alzerà a Porto San Giorgio la prima palla del campionato. Quella iniziata ieri, per la Virtus, sembra proprio una stagione particolare. Tanto entusiasmo, nel giorno del raduno, non lo si vedeva dai giorni dei Danilovic e dei Rigaudeau, dei Nesterovic e dei Savic. Anche allora c’era una Virtus obbligata a vincere perché era costata un occhio della testa e aveva nomi da primissima della classe anche a livello europeo. Ma non aveva peccati da farsi perdonare e la pressione sul quintetto di Alfredo Cazzola ed Ettore Messina era forse più lieve di quella che dal 5 ottobre ci sarà sul quintetto di Claudio Sabatini e Renato Pasquali. Analoga, però, pare la difficoltà di emergere contro una concorrenza (parliamo di zone alte e altissime della classifica) che, come allora, raggiunge livelli di classe e di budget improvvisamente riesplosi dopo i periodi di vacche magre. La Virtus si è adeguata e lo sforzo economico di Claudio Sabatini la prima vittoria l’ha ottenuta. Non porteranno i primi due punti della stagione i cinquecento tifosi che hanno gremito ieri il Cierrebi, ma hanno mandato un messaggio preciso: la fede è sempre quella, dateci una squadra di livello e risponderemo con un sold out. Se è successo dopo il crollo Madrigali e quando si giocava con Pavia e Jesi, più che logico che succeda anche ora, all’indomani di una crisi che è stata per fortuna soltanto tecnica e che nella storia di una società può essere sempre dietro l’angolo.

Categoria: Calcio
 

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