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Oggi dalle pagine del Corriere della Sera di Bologna,dall’articolo di Francesca Blesio, abbiamo scoperto i “segreti” dello spogliatoio rossoblù. Sulla porta sono appese le regole. Un minuto di ritardo si paga 5 euro, e al quinto ritardo bisogna portare le paste. Per un allenamento saltato sono 300 euro. Uno squillo di cellulare costa 20, e se la bilancia registra un aumento di peso sospetto la multa è «a discrezione del mister», ma va dai 50 euro in su. Alle pareti, sopra le panche, ci sono disegni di bambini, ritagli di giornale, firme, figurine di amici calciatori, proprie immagini. Sulle teste del Bologna di oggi, c’è una foto di Niccolò Galli, incorniciata. Nello spogliatoio non c’è un ordine numerico, né di ruolo. Ma di anzianità, e di amicizia. Quindi Perez si è guadagnato il posto di fianco a Di Vaio e Viviano si cambia alla sinistra di Portanova. Come scrivanie in open space ci sono angoli personalizzati, tipo quello di Meggiorini, che ha un collage di ritratti del pilota della Ducati Nicky Hayden al suo posto. Divisa, asciugamano, e scarpini sono ordinati e pronti per l’uso quando Mutarelli arriva, sempre tra i primi, di tutti il più puntuale. Chi dovrebbe aver fatto felici i pasticceri della zona, invece, è Mudingayi, il più ritardatario. Tutto nello spogliatoio rossoblù è scandito da un orologio appeso alla parete: «È la ghigliottina, vale solo quello, e non si possono accampare scuse», spiega Marcello Sanfelice. E le multe si trasformano in cene di squadra o in beneficenza. La musica invece la sceglie Viviano «e varia in base al suo umore».In palestra c’è una tv ma nessuno le presta attenzione. Preferiscono giocare a far canestro nell’ultimo scalino della spalliera. Con scommesse e tifo da stadio. Vince quasi sempre Di Vaio, ma anche Casarini pare che se la cavi alla grande. Gli uruguaiani hanno inaugurato, invece, sempre in palestra, un mini calcio tennis con una panca da addominali, e si divertono così. Altro gioco con sfottò e risate è quello del «torello», con Portanova che urla «toro» e chi arriva per ultimo sta in mezzo, ma si fa in campo. Tra la palestra e lo spogliatoio si scende in lavanderia, dove sette giorni su sette lavora la squadra del magazzino, composta da Angela, Rita, Matteo, Nicola e Davide. Impressionante, tornando allo spogliatoio, è il numero di scarpe in giro. Ogni giocatore ne ha due da gara e due da ginnastica. E i magazzinieri le riconoscono tutte all’istante.

Categoria: Calcio
 

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