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Il calendario ha riservato alla Trenkwalder un esordio impegnativo. I biancorossi debutteranno infatti in campionato (domenica in posticipo) contro la Reyer Venezia, formazione neopromossa che si annuncia molto competitiva. Il coach veneto Eugenio Dalmasson, artefice del salto dalla B alla Legadue, considera l’impegno al Bigi tra i più impegnativi che gli potessero capitare. Il tecnico è conscio del valore della formazione reggiana, ma allo stesso tempo cercherà di fare leva sull’effetto sorpresa che spesso e volentieri caratterizza ogni prima giornata.
Coach Dalmasson, la sua Reyer gode di buona considerazione.
«Mi fa piacere che si pensi così della mia squadra, credo che sia noi che Brindisi, l’altra neopromossa, meritino stima e fiducia. Ma come sempre, sarà il campo ad esprimere le sue valutazioni».
Che squadra avete allestito per questo campionato di Legadue?
«Abbiamo riconfermato sei decimi della squadra dell’anno scorso. Ma sappiamo bene che il campionato di serie B è tutta un’altra cosa, vedremo sul campo cosa saremo capaci di fare».
Che partita dobbiamo attenderci domenica sera al Palabigi?
«E’ difficile dirlo perché la partita d’esordio può sempre riservare delle sorprese. Nessuna squadra, in questo momento della stagione, ha ben chiari i propri valori. Conterà senz’altro molto l’approccio mentale al match, occorrerà saperla interpretare al meglio. Da parte nostra sappiamo che un esordio più difficile non poteva capitarci».
Come lo affronterete?
«Per fare bene dovremo essere nelle migliori condizioni possibili. Dovremo affrontarlo come se si trattasse della partita della vita. Cercheremo di presentarci con tutte le carte in regola».
Qual’è la sua opinione sulla Trenkwalder?
«Sarà una squadra tra quelle che quest’anno giocheranno per obiettivi importanti. Marcelletti ha avuto la squadra completa a disposizione per la prima volta soltanto la scorsa settimana ed ha quindi disputato un precampionato atipico. Ma alla lunga il valore dei biancorossi emergerà e saranno protagonisti».
Quali pensa che siano i punti forti della squadra reggiana?
«Il roster è completo. Mi viene da dire Young su tutti, ma la vera forza penso che siano le tante soluzioni di cui Marcelletti può disporre nell’arco della gara. La squadra è ricca di qualità, specialmente nel reparto degli esterni».
La Reyer, invece, come arriva a questo impegno?
«Anche noi attraversiamo un momento in cui abbiamo diversi infortunati. Non sappiamo ancora se potremo disporre di George e Rombaldoni (rispettivamente un’ala e un play-guardia, ndr). Nelle ultime amichevoli abbiamo avuto delle risposte positive. Abbiamo forse avuto poca continuità, ma abbiamo sempre tenuto bene il campo».
Quindi, mal comune mezzo gaudio…
«Certo, anche se, in entrambi i casi, direi che quando i più forti erano assenti, chi li ha sostituiti si è comportato bene».
Se dovesse dire un nome per la vittoria del campionato, su chi punterebbe?
«Penso che nessuna squadra abbia le potenzialità per tentare la fuga e fare il vuoto dietro sé, ma alcune formazioni partono in leggero vantaggio rispetto alle altre: mi riferisco a Reggio, Casale, Jesi, Cremona. Senza dimenticare altre squadre di qualità come Varese e Scafati. Sarà un campionato livellato verso l’alto».

Categoria: Basket
 

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