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La Trenkwalder prende uno schiaffo in faccia e riparte da zero. La seconda giornata di campionato porta la squadra reggiana a compiere uno o forse due passi indietro rispetto alla scorsa settimana. A Pavia esce travolta 94-82 al termine di una gara vissuta in costante difficoltà. Sempre sotto nel punteggio, mai una volta che la squadra biancorossa dà l’impressione di poter ribaltare la contesa. Più aggressiva, più vogliosa di far risultato, l’Edimes non ha mai concesso spazio all’avversario, mettendolo costantemente alle corde. Pavia è sembrata anche più pronta anche dal punto i vista fisico, Reggio non ha saputo reagire e dopo una prima parte di gara vissuta in equilibrio, nel corso del terzo periodo di gioco non è stata in grado di esprimersi alla pari dell’avversario. Molti errori al tiro, anche soluzioni ben prese sia in avvicinamento che in allontanamento a bersaglio che però non sono andate a segno. In questo contesto anche la regia ha sofferto e le soluzioni provate da Marcelletti nel corso della gara, per provare a girare l’inerzia della gara non sono servite. Trenkwalder troppo a sprazzi, Carra aveva regalato un sussulto che aveva portato i suoi al –2 sul 56-54 nel terzo quarto, ma Pavia non si è mai fatta prendere la mano, continuando a ruotare con grande efficacia la sfera dal lato forte al lato debole del campo, trovando le soluzioni più efficaci per andare a bersaglio. Volcic da sotto, Mobley dalla distanza, Viaggiano e Antinori hanno crocefisso a turni i biancorossi andati troppo lontani per sperare di ribaltare la contesa. Ancora un sussulto con Fultz che regala il –7 sul 62-69, ma Volcic costringe Heinrich al quinto fallo. Il castello biancorosso crolla e dopo un fallo dubbio sanzionato a Carra in difesa, porta Mobley quattro volte in lunetta, per il tecnico subito dalla panchina. Mobley ed Ammainati mettono l’ipoteca sulla gara, portando l’Edimese sul +17 col punteggio che recita 86-69. Poi quando la Trenkwalder è pronta per farsi fare la festa, arriva una reazione che lascia qualche tenua speranza, ma i cavalli sono troppo lontani per essere raggiunti. Il massimo sforzo produce il –8, prima con Infante poi con Smith ma è una pia illusione. Viaggiano, Mobely e ancora Viaggiano sanciscono il 94-82 finale.
Volete alcuni dati? Pavia sempre costante con oltre 23 punti di media segnati per quarto, Reggio invece nel terzo periodo non vede mai il bersaglio e la gara prende la strada della squadra di casa. Tiri liberi? 32-19. La valutazione? 125-81, vi basta? I rimbalzi? 32-21.
CURIOSITA’-La voglia e il desiderio di tornare a respirare l’ebbrezza delle grandi sfide, lo si nota nel pregara. Di questi tempi in un periodo di piena recessione economica, vedere una cinquantina di tifosi biancorossi giunti da Reggio per seguire la Trenkwalder, è un segnale che il cuore del basket pulsa da vicino. Aggiungiamo che le tifoserie sono gemellate e questo aspetto ha spinto la tifoseria di fede biancorossa a seguire Young e soci.
PRIMO TEMPO. Si segna a raffica. Da una parte all’altra del rettangolo di gioco. Gli attacchi hanno la meglio sulle difese e dopo dieci minuti di partita, Pavia ha uno straordinario 70% al tiro da 2 (7 su 10) e il 67% da 3 (2 su 3). Con simili percentuali, non si può mai sapere dove stia il merito dell’una rispetto al demerito dell’altra. Che l’Edimes avesse un attacco in grado di colpire e far male si sapeva, ma di certo per una squadra come quella reggiana dove il marchio di fabbrica, è sempre stata la difesa, qualcosa di meglio lo ci si poteva aspettare. Invece i giocatori rossoneri ogni volta che alzano la mano, segnavano a raffica. Marigney sembra indemoniato. Sguscia via da ogni parte e si beve con facilità la difesa reggiana, Viaggiano si supera, Volcic cattura e segna. Con queste premesse, pensare di riuscire a restare aggrappato all’avversario non è compito da poco. Reggio però ci riesce perché ha un enorme talento offensivo. Chi va in campo segna. Lo fa il quintetto base ma anche chi entra dalla panchina non è da meno, dato che Masoni, Melli e Maestrello non sono da meno. Primo quarto ad elastico con nessuna squadra che ha saputo prendere in mano la contesa. Trenkwalder una volta al +4 ad inizio gara sul 9-5, Pavia però non molla mai. Anche l’Edimes prova la fuga ma la Trenkwalder non subisce break in grado di farle male. A metà gara la partita è in perfetto equilibrio, il resto lo conoscete già.

Categoria: Calcio
 

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