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Il turno infrasettimanale della Legadue (tutte le squadre in campo oggi alle 20.30) riporta la Trenkwalder al Palabigi e consente ai biancorossi di provare a cancellare rapidamente la sconfitta di domenica a Jesi, pesante perché ha rappresentato una sorta di brusco risveglio, dopo le quattro vittorie consecutive che avevano alimentato la speranza di aver trovato, finalmente, la quadratura del cerchio nonostante i persistenti problemi d’infermeria. Questa sera al palazzo di via Guasco approda la Carmatic Pistoia, reduce da un avvio stagionale non esaltante, ma che con l’innesto del nuovo play McCullough, al posto dell’infortunato Darby, ha rifilato un trentello a Livorno e, soprattutto, sembra aver trovato l’uomo in grado di far girare la squadra.
La Trenkwalder, favorita dal fattore campo, cercherà di conquistare i 2 punti in palio con un duplice obiettivo: riprendere la corsa verso la vetta e «dimenticare» subito il ko sul campo della Fileni, viceregina del campionato, per concentrarsi poi sulla trasferta di domenica prossima, nella tana della capolista Varese. Per centrare l’obiettivo, stasera la Pallacanestro Reggiana dovrà tener conto degli evidenti errori commessi a Jesi, facendo attenzione a non lasciarsi travolgere dalla voglia di strafare e nemmeno dalla pressione che incombe sulla squadra ogni volta che i biancorossi sono reduci da una sconfitta. In questo caso, la pressione è in buona parte legittimata dal gap esistente tra le lacune espresse in campo e le ambizioni stagionali (la conquista delle posizioni di vertice della classifica, se non la promozione in serie A). In piccola parte, la pressione è alimentata dal consueto squittire che giunge dalle fogne di quella Reggio nana, meschina e cassamortara che stenta a distingue un cotechino da una palla da basket, ma che gode delle disgrazie altrui, a prescindere.
Detto questo, è chiaro che Marcelletti deve trovare il modo di «normalizzare» una stagione fin qui segnata dalle montagne russe, con la squadra che alterna spettacolo convincente ed involuzioni disarmanti, complici alcuni problemi palesi (vedi infermeria: Infante nei guai fin dal precampionato; ora il lungo stop per Masoni) ed altri nascosti tra le pieghe (vedi, cuore, carattere e amalgama in altalena), che determinano una certa difficoltà nel definire il vero volto della squadra.
I problemi principali, secondo quanto è emerso a Jesi, sono l’attacco e la «presenza» sotto canestro. Nel primo caso, è ovvio che con 52 punti in 38 minuti (61 alla fine, a gara già decisa dal +20 Fileni) non si può pensare di vincere un match in Legadue, né si può sognare la promozione in serie A, se i principali terminali offensivi restano al palo, o quasi: vedi Smith (3 punti con una bomba all’inizio, poi più nulla), Young (molti punti a match virtualmente chiuso), Carra, Fultz e Maestrello, tutti buoni tiratori, ma rimasti sottotraccia nelle Marche.
Per quanto riguarda le difficoltà sotto le plance, la squadra sta pagando la «lungodegenza» di Infante e, fino a domenica scorsa, ha pagato le prestazioni deludenti di Heinrich. Al suo posto a Jesi ha giocato Evtimov, ingaggiato da poche ore e comprensibilmente spaesato. Sia il tedesco che il bulgaro fanno tutt’ora parte del roster. Questa sera Marcelletti, criticato per aver schierato Evtimov a Jesi (ma sarebbe stato criticato ancor di più se non lo avesse fatto) riproporrà il bulgaro. Nei dieci anche Defant e Ancellotti.

Categoria: Basket
 

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