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Per Luca Infante la partita di domenica, contro lo Scafati, è un vero e proprio derby. «Il fatto – ammette l’atleta biancorosso – è che dista da casa mia, Nocera Inferiore, non più di sette chilometri, e la rivalità è molto accesa, così come avviene, nel calcio, fra Nocerina e Paganese». Lecito dunque attendersi il miglior Infant della stagione. «Magari – sospira la torre biancorossa – vorrebbe dire che mi sono passati tutti quegli acciacchi che mi trascino dall’estate. Ma anche così, stringendo i denti, non mancherò di sicuro e cercherò di fare bella figura».
Ma all’azzurro della Trenkwalder preme soltanto una cosa: «Mi interessa vincere per allungare la striscia positiva».
Luca Infante non si sottrae alle battute, anzi, gli piace stare al gioco. Ma quando si parla dei suoi malanni si fa più serio: «L’infiammazione ad una cartilagine del ginocchio destro deriva dal sovraffaticamento per il prolungato sforzo con la Nazionale. Vestire quella maglia inorgoglisce, ma si rischia anche di pagarne le spese».
Allora è vero, non è una semplice scusa per non faticare con gli altri…
«Magari fosse così. Ma sapete che io sto male quando non posso correre come vorrei. Sapete che il nostro è un magnifico gruppo, affiatato e restarne fuori mi fa soffrire. Contro Scafati non voglio mancare, ma non per rabbia bensì per il piacere di giocare. Fra l’altro diversi di loro sono ottimi amici, compreso quel Leo Busca che lo scorso anno ha giocato qui».
Previsione sul risultato?
«Sono meridionale e credo nella scaramanzia, dunque non faccio pronostici. Dico solo che vogliamo proseguire il cammino. L’elenco dei successi si sta allungando: sono già tre turni consecutivi. Dopo un inizio un po’ stentato stiamo trovando la giusta coesione e, con essa, la continuità che ci mancava. Segno evidente che siamo cresciuti».
Luca Infante è ormai diventato una bandiera per il basket reggiano. Questo giocatore piace per la grinta che mette in campo, la generosità con cui si batte. E poi fa parte di questo team ormai da dieci anni, gli ultimi quattro in prima squadra. Il suo contratto è già firmato sino al 2010.
Qual è stata, in tutto questo tempo, la delusione più grande?
«La semifinale dei play off contro Jesi dello scorso anno, persa solo di un punto. Magari riuscissimo a rifarci in questo campionato».
Jesi però, ora con Varese, è sempre là davanti.
«Diamo tempo al tempo. Intanto continuiamo a far bene, gara dopo gara, poi si vedrà. E’ presto per tirare le somme. Lasciateci lavorare. Ne riparleremo a fine stagione».
E’ vero che la società intende ingaggiare un altro lungo a dar manforte nella rincorsa verso l’alto?
«Per ora stiamo vincendo e a me va bene così. Per quel che riguarda eventuali arrivi non so nulla, mi limito a leggere i giornali e i nomi che si fanno sono tanti, da Bryant ad Evtimov o il nostro ex compagno Cittadini. Ora che alla Fortitudo è tornato Fucka, chissà che non ritrovi in qualche modo la via di Reggio. Staremo a vedere. Per il momento quel che conta è battere Scafati. Un risultato che, credo si sia capito, mi farebbe doppiamente felice».

Categoria: Calcio
 

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