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Sta a vedere che la Trenkwalder soffre come in passato della sindrome da trasferta. Se lo sono chiesti in tanti, dopo l’altolà incassato già al primo viaggio stagionale. «Ma no, quello di Pavia è soltanto un episodio, una gara storta. Non facciamone un dramma», dice il dirigente amministrativo Roberto Rabitti. «Si è sbagliato ed è importante che i giocatori se ne siano resi conto».
Roberto Rabitti rifiuta di fasciarsi la testa. «C’è tempo e modo per rimediare, io credo che già domenica, malgrado il valore del Soresina, la Trenkwalder saprà rialzarsi».
Il dirigente biancorosso ha vissuto in prima persona l’infruttuoso viaggio a Pavia. Con il presidente Stefano landi all’estero per lavoro, è stato lui ad accompagnare la squadra e a vivere «in trincea» la partita.
«Tanto per cominciare non è nelle caratteristiche delle squadre di Marcelletti subire tanti canestri. Purtroppo abbiamo pensato più ad attaccare che a difenderci; non abbiamo messo le mani sulla faccia dei loro tiratori. Nella prima parte ci siamo battuti quasi alla pari poi avremmo dovuto rallentare il ritmo e cercare di coprirci meglio. Invece ci siamo prestati al loro gioco. Si aggiunga che l’Edimes è stata particolarmente precisa nel tiro (60% da due punti, 45% da tre) con Marigney letteralmente indiavolato- Già, proprio come a Reggio all’inizio dello scorso campionato. Fatico inoltre a digerire il fatto che abbiamo perso il confronto sui rimbalzi anche se loro non hanno pivot come i nostri».
Se sono vistosi i difetti sarà facile trovare rimedi.
«Dobbiamo ripartire con la stessa convinzione che abbiamo mostrato nella gara con il Venezia. A Pavia abbiamo accettato il loro corri-e-tira e ci abbiamo rimesso. Lo avevamo già visto nelle gare di precampionato: dovevamo essere un po’ più attenti. Mi sembra impossibile ripensare che abbiamo subito ben 94 punti. Credo che ce lo ricorderemo nei prossimi turni».
A cominciare dal Vanoli Soresina.
«Che sarà un osso duro, ma se saremo più attenti e coperti in difesa anche loro faranno fatica a violare il nostro canestro. E’ solo l’inizio, il bello deve venire».
Detto dei nei c’è qualche nota positiva da ricordare?
«Sì – conclude Rabitti – l’affetto dei nostri tifosi. Sono ben 1.862 quelli che hanno rinnovato l’abbonamento per seguire la squadra in questo campionato. Non posso che ringraziarli e dire loro di aver fiducia: questo gruppo è destinato a regalarci tante belle soddisfazioni».

Categoria: Basket
 

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