Telecentro Odeon TV

La Tv di Bologna e dell'Emilia-Romagna (canale 17 e 71)

No Banner to display

87-91 d. t. s.
TRENKWALDER – Heinrich 6 (3/4), Smith 22 (5/6, 2/7), Infante 9 (2/5, 1/1), Fultz 18 (4/9, 2/4), Young 20 (5/11, 1/2); Melli 4 (2/5, 0/1), Masoni, Carra 8 (2/4, 1/5). N.E. Defant e Derraa. All. Marcelletti
FASTWEB CASALE – Dowdell 36 (11/18, 1/2), Smith 14 (6/11, 0/1), Formenti 9 (0/2, 3/6).Pierich 10 (2/2, 2/7), Fantoni 18 (2/5, 3/3); Mathis 2 (1/5), Rugolo, Farrington, Tagliabue. N.E. Garofalo. All. Crespi
Arbitri: Pinto, Biggi e Ciaglia
Note – Parziali tempi: 16-17, 34-32, 51-50, 75-75. Tiri liberi: Trenkwalder 20/27, Fastweb 20/27. Usciti per 5 falli Formenti al 39’04 (69-71) e Infante al 39’51 (85-89). Antisportivo a Carra al 36’47 (61-60). Rimbalzi: 38-30 per la Fastweb. Spettatori: 2357 per 25933 euro.
di DANIELE BARILLI
IL DELITTO imperfetto. C’era quasi riuscita, la Trenkwalder, a riaprire una partita morta e sepolta. C’era quasi riuscita a sfilare il successo dalle mani della Fastweb Casale Monferrato. C’era quasi riuscita a fare una magata. Peccato che ci sia stato quel quasi. Un quasi di troppo. Perché l’ultimo tiro di Smith, quello che avrebbe potuto regalare ai biancorossi il delitto perfetto, si è spento contro il ferro mandando tutti ai suplementari. E lì, la vittima, si è trasformata nell’omicida, spedendo al tappeto la Trenkwalder che, così, si avvita pericolosamente su sè stessa, entrando in un brutto tunnel.
RIMONTA INUTILE. In realtà il risultato finale, a ben vedere, non fa una grinza. Casale, trascinata da un sontuoso Dowdell (36 punti, 12/20 al tiro, 7 rimbalzi, 5 assist e un clamoroso 42 di valutazione), non ha mai perso la testa. Ha viaggiato sempre al fianco dei reggiani e, appena ha intravisto l’opportunità, l’ha colta. Pensavano, i piemontesi, di aver già vinto quando Pierich ha trovato un siluro da almeno 8 metri che ha siglato il 70-74 a meno di un minuto dalla fine. Ma lì, la Trenkwalder, si è aggrappata ad una tripla di Carra e a due liberi di Fultz che hanno riportato il match in parità. Reggio, poi, ha avuto pure il pallone della vittoria tra le mani ma, come detto, il tiro della disperazione di Smith è morto contro il ferro. E nel supplementare non c’è stata storia: la Fastweb, malgrado abbia giocato con soli 6 atleti, è stata più lucida e precisa. La squadra di Crespi è fuggita subito via ancora con Dowdell (possibile che la decantata difesa reggiana non sia mai riuscito a farlo faticare un po’…?) e Pierich (75-80) e non si è più fatta riprendere.
TANTI PROBLEMI. E, allora, di chi è la colpa di questa sconfitta? Del destino, cinico e baro? Degli arbitri, pessimi (serve un ripasso sulla regola dei passi…) ma ininfluenti? Della bravura altrui e di un genio dei canestri come Dowdell? O, piuttosto, dei tanti limiti tecnici e caratteriali che sta mostrando la squadra reggiana? Sì, quest’ultima è la strada giusta da percorrere, a cui aggiungere anche una gestione della squadra disastrosa da parte di Marcelletti. La verità è che Casale ha messo a nudo tutte le pecche biancorosse: la Trenkwalder ha perso tutti i duelli sotto canestro dove, al momento, è una delle squadre più deboli del campionato. E non ha mai trovato un regista che desse ordine alla manovra, dimenticandosi di innescare Young, che ha viaggiato a lungo ai margini della partita. A tutto questo, poi, si sono aggiunte le scelte, confuse e spesso sbagliate, di Marcelletti. Stimiamo Franco, ma ieri ha sbagliato molto e temiamo sempre più che per lui, questa squadra, sia un rebus di difficile soluzione.
SOTTO ACCUSA. Sì, Marcelletti ora, dopo tre sconfitte nelle prime 5 gare, è sotto accusa. Un po’ perché la squadra gioca male e certe scelte estive, a cominciare da Heinrich, si stanno rivelando sbagliate. Un po’ perché non si può continuare a ripetere che siamo in ritardo: in ritardo, la Trenkwalder, lo è davvero ma in classifica. E si rischia di vivere una stagione deludente. Un po’, infine, perché ieri il tecnico ha perso le redini del match. Nel primo tempo l’ingresso di Carra ha cambiato volto alla squadra, ma il tecnico biancorosso lo ha lasciato sul parquet solo 7 minuti. Nella ripresa, poi, lo ha mandato in campo solo dopo 9 minuti, facendo imbufalire il pubblico con tanto di replica da parte del tecnico. Poi, dopo questo «incidente», Carra, in pratica, non è più uscito: una dimostrazione che non c’è grande serenità nella gestione dei cambi. Malgrado ciò, la Trenkwalder era riuscita a salire a più 5 (61-56) con quello che, al momento, pare il quintetto più equilibrato (Carra-Young-Smith-Melli e Infante) e lì Marcelletti lo ha cambiato ancora puntando sui 4 piccoli e subendo un parziale di 8-0. Sia chiaro: magari Casale avrebbe vinto lo stesso, ma con più razionalità, freddezza e lucidità, il delitto perfetto si sarebbe potuto concretizzare. Così, invece, sul cielo biancorosso si addensano nubi nere-nere…

Categoria: Basket
 

Lascia un Commento


Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.