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«Una squadra costruita per vincere». Queste le parole con cui John Fultz, stella della Virtus Bologna negli anni Settanta e papà di Robert, il nuovo regista biancorosso, valuta la Trenkwalder di Franco Marcelletti. Parole che trasmettono una bella dose di fiducia a tutto l’ambiente e confermano la qualità del lavoro compiuto in estate sul mercato. John Fultz era ieri al PalaBigi per assistere all’allenamento del figlio. Che è cresciuto sulla sponda fortitudina.
Mister John, condivide la scelta di Reggio fatta da suo figlio?
«E’ stata la migliore. E’ importante per lui ritrovare un ruolo da protagonista e giocare con continuità. A Pesaro ho visto miglioramenti nel suo gioco, spero prosegua a Reggio sino a riprendersi il posto in Nazionale».
Tutta quella concorrenza nel ruolo di playmaker?
«Il fatto che ci sia un giocatore in più non è un problema se questo è forte come Carra. Credo però sia chiaro chi dovrà essere titolare».
La Trenkwalder può puntare in alto?
«E’ stata costruita per vincere. Ha preso giocatori del calibro di Smith, lo stesso Robert, Heinrich, poi c’è Infante, un azzurro. Tutti ottimi difensori, gente che sa quel che va fatto in ogni situazione. Considerata poi la capacità del coach di far funzionare la difesa, ci sono tutti gli ingredienti per vincere».
Lei è «marcellettiano» nella visione del gioco?
«Prego?»
Cioè: è la difesa che fa vincere le partite?
«Quando la difesa funziona, tutto gira di conseguenza: si può correre in contropiede, far perdere il ritmo agli avversari, tante cose. Quando ho allenato in Ncaa2 (il campionato collegiale Usa, ndc) abbiamo avuto difficoltà ad inizio anno proprio per la difesa. Sistemata quella, ne abbiamo vinte 17 di fila».
La Trenkwalder è zeppa di italiani, praticamente in controtendenza…
«La scelta di Reggio è la migliore per il movimento cestistico italiano. I giovani hanno bisogno di spazio e minuti, se si vuol davvero far fruttare il loro talento. Melli e Infante dimostrano la qualità della soluzione reggiana».
Gli Usa alle Olimpiadi?
«Prima con Larry Brown c’erano situazioni «strane» in difesa, ora hanno iniziato a difendere duro, pressare e ripartire. Quello che deve fare la Trenkwalder per vincere».

Categoria: Basket
 

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