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PIACCIA O MENO, due indizi fanno una prova. Questi sono, che la Trenkwalder tanto è forte in casa, quanto è debole in trasferta. Si tratta di uno sdoppiamento della personalità in chiave cestistica che ha del clamoroso. Chiariamo subito la questione: vincere o perdere, in un campionato che -ci viene ripetuto, ma sarà poi così vero? – fa dell’equilibrio il suo punto di forza, è una questione molto spesso di dettagli. Il problema è che, invece, per la Pallacanestro Reggiana, la differenza tra le vittorie e le sconfitte è talmente netta che si sconfina quasi nel freudiano.
-Leoni in casa
La Trenkwalder formato Via Guasco è un gruppo di “duri e puri”. Mostra ardore agonistico, voglia di sbattersi e, soprattutto, evidenzia una coesione di squadra importante. La maggior parte dei ragazzi appare sulla stessa pagina dello spartito, e, punto di forza di quelle che vogliono puntare al bersaglio grosso, trova sempre solisti di qualità, mentre la band attorno, tiene bene il ritmo. Così si arriva alla sonante vittoria di Venezia all’esordio in campionato, bissata due settimane dopo, dal roboante “+18” contro Soresina, in cui la squadra di coach Marcelletti sembrava finalmente aver intrapreso la strada giusta verso la piena grandezza. Pronta insomma, a spiccare il volo, mostrando quella continuità che ci si aspetta dalle grandi squadre.
-Agnelli fuori
Invece? E invece no. Così sarebbe tutto troppo semplice. Invece basta una squadra di giovani virgulti, sfacciati, che corrono a 100 all’ora per massacrarti in difesa. Vedi Pavia, che, per la cronaca, ha centrato l’ultima vittoria proprio contro i biancorossi e che domenica contro Brindisi, è uscita sconfitta in casa, in una gara ai 90 punti. Oppure è sufficiente una zona per inceppare un attacco che fino a quel momento era andato piuttosto bene e mandare in tilt tutto il sistema offensivo messo in piedi dallo staff tecnico reggiano. Inoltre è sufficiente un ragazzo di 1.98, di nome Kyle Hines, ruolo pivot, che è sicuramente un talento importante (bravo chi lo ha scoperto, come Viggiano del resto, ndr) ma che, contro una montagna di muscoli guizzanti come Heinrich ed un giocatore di Nazionale come Infante, riesce a concludere la sua partita senza alcun errore al tiro, provocando scompiglio nell’area biancorossa.
-Fatti ostinati
Magari qualcuno “indorerà la pillola” raccontando che anche quello di Veroli è stato un piccolo incidente di percorso. Ma se tanto dà tanto, due piccoli incidenti di percorso sommati fra loro, ne fanno uno di entità ben maggiore. E, come amava sostenere Winston Churcill, i “Fatti sono elementi molto ostinati”, e questi ci dicono che, purtroppo, per ora, questa Trenkwalder in trasferta mostra la corda. La mostra sul piano del carattere; la mostra sul piano della tecnica (se basta una zona a mandare in tilt il sistema), e la mostra sul piano della chimica di squadra, perchè se Marco Carra, che di ruolo è un playmaker, gioca per tutti i 20 minuti in cui è in campo da ala piccola o da guardia o se Bryant Smith copre prevalentemente lo spot di 4, contumace Infante, allora le fondamenta tecniche di questa Trenkwalder, dopo un mese di campionato, sono, purtroppo, tutt’altro che solide.
-Importante
Allora sì che la partita di domenica con Casale diventa importante. Perchè sarebbe la quinta di campionato e non più la terza; perchè le sconfitte sono già due; perchè Casale è a pari punti con Reggio e si gioca anche lei uno spicchio importante di questo inizio di stagione. Ma, soprattutto, perchè, in questa Legadue, si registra la prima fuga seria della stagione. Jesi e Varese sembrano non voler sentir ragioni. Loro vincono. I problemi su come attaccare la zona, o di “sdoppiamento di personalità” li lasciano volentieri agli altri.

Categoria: Basket
 

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