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IL CAMPIONATO è lungo e l’anno scorso, di questi tempi, la situazione di classifica era più o meno simile con i reggiani che avevano due punti in più. Ma è il modo in cui la Trenkwalder è incorsa nella sconfitta casalinga con la Fastweb il vero nocciolo della questione: non solo per una prestazione, in generale, non impeccabile sia in retroguardia che in attacco, ma soprattutto in merito alla gestione del reparto piccoli. Si sapeva che la coabitazione tra i vari Fultz, Masoni e Carra, per tacer Young e Maestrello, non sarebbe stata semplice. Ma le linee guida adottate da coach Marcelletti per ruotare tutti, contro la Fastweb hanno mostrato delle crepe. E la classifica piange.
Vero, Marco Carra?
“Di sicuro nelle nostre idee non c’era quella di perdere tre partite su cinque all’inizio”.
Anche perché su questa strada in A1 non si va…
“Parlando oggi, direi proprio di no. Ma siamo all’inizio, tutto è ampiamente rimediabile”.
Per quale ragione allora?
“Ci manca qualcosa per il decisivo salto di qualità. Dobbiamo migliorare, è inutile nasconderlo. E per farlo l’unico modo è lavorare sodo. Abbiamo diversi problemi, ma tutti risolvibili”.
Come?
“Con intensità, concentrazione e soprattutto umiltà. Guai a chi pensa di ergersi a salvatore della patria, questo è il momento di aiutarsi e di fare quadrato”.
L’abbondanza nel settore piccoli però sembra stia diventando un limite più che un lusso. Domenica si è evidenziato qualche problema nell rotazioni…
“Nelle scelte dell’allenatore io non entro. Mi limito a dire che quando si perde è più facile puntare il dito. Io continuo a sostenere che il fatto di avere tanto talento in questi ruoli deve diventare il nostro principale punto di forza, non un freno”.
Ma vi sentite sereni in partita e durante la settimana?
“Lo spogliatoio è come sempre molto unito e tantomeno vi sono crepe tra noi piccoli. Ognuno di noi deve entrare nella mentalità di sacrificarsi, di saper rinunciare all’egoismo personale in nome degli interessi della squadra. Se uno poi vuole giocare trenta-trentacinque minuti allora va in una squadra di bassa classifica non in una dal potenziale della Trenkwalder”. Immaginiamo non sia il suo caso…
“E immaginate bene. Io sono convinto di stare qui. E disponibile a sacrificarmi, quando occorre”.
Cosa non è andato per il verso giusto con Casale?
“Abbiamo sbagliato molto in difesa, specie sui pick & roll e non siamo riusciti a limitare Dowdell. In attacco a tratti ci è mancata un po’ di lucidità. Ma ricordo che giocavamo contro una delle squadre più organizzate del torneo”.
Ora si va a Rimini…
“Affronteremo un avversario agguerrito, che ha fame di punti. Eppure dobbiamo rompere il ghiaccio, ne abbiamo bisogno”.
FULTZ RISCHIA. A Rimini potrebbe non esserci Fultz: al play è stata diagnosticata una distrazione all’adduttore della coscia destra e dovrà stare a riposo fino a venerdì. Il recupero non sarà semplice. Ci sarà invece Maestrello che riprenderà gli allenamenti giovedì.

Categoria: Basket
 

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