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Eroe? Termine eccessivo. Non basta il canestro decisivo segnato a Rimini per portare Marco Carra ad assumere un simile titolo. Servono altre occasioni.
Lo stesso giocatore ne è consapevole ma la voglia e il desiderio di far qualcosa di concreto per la sua squadra, non gli manca.
«Spero che il vento stia cambiando -afferma- questo sia per me che per la squadra. L’auspicio è di continuare ad inanellare altre vittorie importanti».
Cosa avrebbe significato perdere al 105 Stadium?
«Avrebbe accentuato la crisi. Sarebbe stato il terzo stop di fila invece è arrivata la prima vittoria in trasferta. Speriamo di svoltare in modo definitivo».
Quale peso ha avuto il fatto di iniziare la gara nel quintetto d’avvio?
«Non più di tanto, anche perché nel corso della mia carriera agonistica, ho spesso iniziato le partite dalla panchina. Non sono solito dare un grosso peso a questa cosa, dato che ritengo più importante, essere in campo nei momenti decisivi quando la gara si decide».
Esibirsi davanti alla gente che conosce, che importanza riveste?
«Tanta. Sai che non puoi sbagliare dato che ti trovi con gli occhi addosso delle gente che ti incontra per strada ogni giorno della settimana. Si cerca sempre di dare qualcosa in più anche perché sono cresciuto con questi colori appiccicati addosso ed il fatto di vestire questa maglia dove resto il primo tifoso, mi rende molto entusiasta».
In attacco come procedono le cose?
«Il nostro sistema di gioco non cambia. Ogni giocatore ha le possibilità di mettersi in evidenza. Abbiamo un gioco organizzato dove chiunque può andare a bersaglio».
Il peggio lo vede alle spalle?
«Tocca a noi non tornare indietro. Una sconfitta contro Roseto ci farebbe di nuovo piombare nelle difficoltà, ipotesi che non vogliamo prendere in esame».
Quali sono stati gli accorgimenti tattici che vi hanno portato alla vittoria?
«Dal punto di vista del temperamento, abbiamo compiuto un poderso balzo in avanti. Abbiamo subito poche penetrazione nell’uno contro uno e tutti i giocatori andati in campo, hanno usato spirito di sacrificio. Abbiamo difeso con vigoria nonostante qualche rimbalzo offensivo di troppo concesso ai nostri avversari, ma nel complesso, abbiamo lavorato bene».
Quale peso ha avuto la vittoria in trasferta?
«Ha portato grande serenità. Tornare in palestra dopo un successo confortante, rappresenta una buona iniezione di fiducia. Si lavora meglio e con maggiore tranquillità».
Gli studi Universitari come vanno?
«Mi manca solo la tesi, poi a marzo potrò laurearmi in Economia Aziendale all’Università di Parma».
Le gerarchie del campionato si stanno consolidando?
«Varese resta la squadra più forte di tutte le altre e sta rispettando i pronostici. Sorprende Jesi mentre Casale resta valida».
Voi giocatori avete la consapevolezza della forza della Trenkwalder?
«Ne siamo consapevoli. Vogliamo vincere il campionato, è il nostro scopo e cerchiamo di raggiungere la meta».

Categoria: Basket
 

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