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A pochi giorni dalla fine del 2010 inizia la fase calda del calcio mercato di riparazione che, ufficialmente scatta il 3 gennaio, ma che in realtà è già partito d un pezzo. Di Cassano al Milan già si sa da una settimana, ora invece Ronaldinho dice addio al Milan: oggi a Rio Galliani incontra Roberto De Assis, fratello-agente del fantasista. Una tappa decisiva per sancire la separazione dal fuoriclasse brasiliano, che chiede una buonuscita sostanziosa per firmare un contratto di 4 anni con il Gremio, il club che lo ha lanciato nel 2002 e che nelle scorse ore ha già annunciato l’affare. Il Milan, invece, spinge per l’addio consensuale. L’Inter è invece al lavoro per Leonardo. In queste ore l’Inter getta le basi per provare a soddisfare le necessità del nuovo tecnico: prima mossa, il ritorno dal Genoa di Ranocchia, ormai vicinissima all’essere definita con Preziosi. Uno dei nomi nuovi è quello di David Luiz del Benfica, su cui però è in vantaggio il Manchester City (e il Milan). Resta vivo il sogno Kakà, per cui servirà l’aiuto di Mourinho. Ma la sorpresa a cui sta pensando Moratti è di quelle che lasciano a bocca aperta: offrire una scrivania a Paolo Maldini. Soltanto un’idea, ma che fa impallidire persino l’ingaggio di Leonardo. La Juventus cerca una punta per Delneri. Il primo obiettivo del tecnico, non è un mistero, è il centravanti che manca fin dall’estate. Svanito il sogno Dzeko, a un passo dal “sì” al Manchester City, si battono le alternative del mercato italiano: Pazzini è davanti a Gilardino nelle preferenze di Marotta, che due anni fa lo portò alla Samp. Per gennaio, però, sembra impossibile muovere il centravanti blucerchiato. Per questo, a Torino pensano a uno scambio tra Gilardino e Amauri, sempre più ai margini del progetto-Juve. All’operazione, sarebbe inevitabilmente necessario aggiungere un conguaglio economico che potrebbe arrivare da una mossa in uscita: si cercano acquirenti per Sissoko, che piace in Premier e in Francia. In caso di addio, attenzione a Poli o Cigarini, per cui la Juventus potrebbe girare al Siviglia Lanzafame. A Trigoria, le attenzioni dei dirigenti giallorossi sono concentrate verso Unicredit. Perché l’unico ostacolo che frena il matrimonio tra Baptista e il Malaga arriva proprio dalla banca che, sin qui, ha posto il veto alla cessione a titolo definitivo per la cifra di 2 milioni di euro. Un incasso che rappresenterebbe una pesante minusvalenza (la Roma ha versato al Real 10 milioni in due anni per acquistarlo) a bilancio. Senza il via libera di Unicredit Baptista – che con gli spagnoli ha già raggiunto un’intesa per 2,5 milioni all’anno fino al 2014 – dovrebbe scegliere una soluzione in prestito: Aston Villa o West Bromwich, disposte a pagare, però, soltanto una parte dell’ingaggio. Da Genova, intanto, il presidente rossoblù Preziosi offre Sculli per Pizarro, dopo aver rifiutato lo scambio con Greco. A Trigoria, però, il nome preferito per la fascia è quello di Behrami (prestito).

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