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Vento di burrasca sul trasporto pubblico cittadino. La giornata di oggi è cominciata malino, con l’entrata in vigore dei preannunciati aumenti dei biglietti dell’autobus. 1,30, dunque 10 centesimi in più, la corsa semplice – ritoccata anche la durata, passata dall’ora a 75 minuti –, aumento di un euro per il titolo di viaggio giornaliero che tocca quota 5 euro, e per il City pass da 10 corse, che ora costa 12euro.
E se gli aumenti hanno creato non pochi malumori tra gli utenti, stanchi di pagare anche per i portoghesi, anche gli operatori di Tper non ci stanno. Il loro sindacato ha annunciato uno sciopero di quattro ore per protestare contro la “totale indifferenza mostrata dall’azienda sulle problematiche delle biglietterie”. Mercoledì mattina ”i centri di informazione e vendita Tper di Bologna potranno essere chiusi o subire una riduzione dei servizi”. E’ quanto comunica, in una nota, la stessa Tper in previsione dello sciopero dei lavoratori che si occupano del servizio di biglietteria.

Per quanto riguarda l’antipatico rincaro sul prezzo del biglietto, non tocca tutti. Ci sono utenti che non vedono il ritocco del prezzo all’insù grazie al decreto Ronchi del ’98, che prevede uno sconto per incentivare l’uso dei mezzi pubblici agli impiegati di uffici o aziende con più di 800 dipendenti. E per i lavoratori della Regione lo sconto è pari al 45%: l’abbonamento costa 165 euro anziché 300.

Nel video: interviste a Sebastiano Taumaturgo, sindacato Usb Lavoro Privato e Samantha Vitale, biglietteria Tper
rtmp://telecentro.meway.tv:80/telecentro_vod/rvm_tper_20130819.mp4

Categoria: Cronaca
 

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