Telecentro Odeon TV

La Tv di Bologna e dell'Emilia-Romagna (canale 17 e 71)

No Banner to display

“Situazioni di caporalato svolte sulla pelle di lavoratori per lo più immigrati. Appalti affidati senza controllare le condizioni di lavoro nero presenti all’interno del sistema aziendale”. Così i sindacati di base descrivono la situazione lavorativa bolognese della TNT, l’azienda leader mondiale nei servizi di trasporto espresso che in Italia conta 117 filiali e una flotta di 3.900 mezzi. E i lavoratori in appalto alla Tnt non ci stanno. Circa 50 facchini hanno cominciato la loro protesta ieri con il blocco dei cancelli, per richiedere i salari che non percepiscono da cinque mesi. Riferisce una nota di Usb lavoro privato: “Questa ditta è responsabile degli appalti che esterna al minor offerente senza controllare le situazioni di lavoro nero che si svolgono all’interno del proprio ambiente di lavoro”. E ancora: “è responsabile di situazioni di vero e proprio caporalato svolte sulla pelle di lavoratori per lo più immigrati e ancor più facilmente ricattabili attraverso il permesso di soggiorno”, scrive il sindacato di base. Per l’Usb, “è scandaloso che i lavoratori subiscano i soprusi di una cooperativa che pratica il lavoro nero, senza contratto, con paghe da fame e senza che le ditte appaltatrici ne controllino il funzionamento all’interno dei loro luoghi di lavoro”. I lavoratori pretendono il pagamento degli stipendi arretrati e, con l’aiuto dei sindacati, hanno ottenuto l’apertura di un tavolo di trattativa con Tnt, la ditta appaltante e la cooperativa che dovrebbe erogare gli stipendi.

Categoria: Cronaca
 

Lascia un Commento


Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.