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Si è alzato il sipario sulla Pallacanestro Reggiana 2008/2009, con la partita contro l’Armani Jeans Milano preceduta dalla presentazione ufficiale della squadra al pubblico reggiano. Tanto entusiasmo sugli spalti per la nuova avventura biancorossa.
I tifosi hanno risposto con il consueto entusiasmo alla «prima» della squadra, che contro un avversario di alto livello ha offerto una prestazione generosa e soddisfacente. E’ stata la prima occasione in cui si è potuto toccare con mano l’organico completo a disposizione di Marcelletti, che ha intelligentemente ruotato tutti gli elementi a disposizione. Rientri in grande stile dunque per Melli e Masoni, recuperati di recente, e per Infante ed Heinrich che per diverse ragioni avevano saltato parte della preparazione con i compagni.
Prima dell’inizio della partita, valevole per la seconda edizione della «Trenkwalder cup» la squadra ha sfilato davanti al pubblico presente al Palabigi. Prima è stata annunciata la formazione dell’Armani, con forti applausi riservati agli ex Marco Mordente e Joey Beard. Sulle trascinanti note di Madonna, lo speaker Pierpaolo Zucchetti ha presentato uno ad uno i componenti dello staff tecnico, medico e della squadra.
Il primo a prendere la parola è stato il coach Marcelletti, accolto con una grande ovazione e dal coro dei tifosi «Marcelletti uno di noi»: «Saluto il pubblico con una speranza che diventa a questo punto una promessa – ha esordito il coach biancorosso, al secondo anno consecutivo sulla panchina della Pallacanestro Reggiana – e cioè che tutti quelli che vedete qui in campo stasera faranno di tutto affinché questa partita, da amichevole qual’è, diventi l’anno prossimo una partita di campionato. E mi auguro – ha concluso, suscitando grandi consensi tra i presenti – che possiate ammirare la squadra non più al Palabigi ma finalmente in un nuovo Palasport».
A seguire, passerella per ogni singolo giocatore: Heinrich, Maestrello, Smith, Melli, Masoni, Infante, Fultz, Young, Carra, Defant, Derraa, Campani (che ha salutato il pubblico da seduto, visto che necessita ancora delle stampelle dopo l’intervento) e Ancellotti.
A prendere il microfono è stato Luca Infante: «Per me è un grande onore essere capitano di questa squadra – ha spiegato il giocatore campano, che, reduce da un’esperienza in azzurro è stato eletto capitano nelle scorse settimane – è un sogno che ho da quando ho sottoscritto il contratto con la società, quando avevo solo diciotto anni. Non voglio fare nessun tipo di proclamo, ma posso assicurare ai tifosi che la squadra si impegnerà al massimo, sempre ed ogni volta, dal primo al quarantesimo minuto. Sono certo che sarà una caratteristica che ci contraddistinguerà per tutta la stagione».

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