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FORTITUDO
Reparto esterni: Completo in tutte le specialità e su tutti i ritmi. Marcelo Huertas dovrebbe dare a Sakota corsa e aggressività, Lamma una regia più ragionata e leadership, Forte individualità e fantasia offensiva. Gordon è tutto da scoprire, inserito in un sistema europeo, ma viene descritto come atletico e aggressivo e gran recuperatore di palloni. E, infine, Malaventura, è uomo jolly su tutto il perimetro. Un bel salto qualitativo rispetto alla passata stagione quando la Fortitudo dipendeva dalla luna di Jenkins.
Reparto lunghi: Anche senza Bagaric, il settore è già ben assortito e tatticamente intercambiabile. Earl Barron è giocatore in crescita e soprattutto ha dalla sua 213 centimetri da piazzare nell’area, e mano morbida in attacco. Di sicuro non si scontrerà, tatticamente, con Qyntel Woods, talento offensivo anche più lontano dal canestro, con Stefano Mancinelli , che può giocare da numero tre e con Alessandro Cittadini, pure lui utilizzabile più lontano dal canestro. Slokar offre consistenza e stazza a seconda delle circostanze.
Panchina: di riserva ci sono centimetri, talento ed esperienza. In Fortitudo non succedeva da tempo.
VIRTUS
Reparto esterni: non era così ricco e completo dai tempi gloriosi dell’era Cazzola. L’altezza di Boykins non dovrebbe essere un problema se non lo è stata in dieci stagioni di Nba ad altissimo livello. Petteri Koponen rappresenta la grande scommessa, ma potrebbe non essere necessaria una sua esplosione già al primo anno. Perché attorno al perimetro la V nera avrà Langford, Blizzard, Vukcevic e Righetti, cioè esperienza, talento, pericolosità e leadership. La gestione di un reparto così ricco e talentuoso sarà il lavoro più difficile per Pasquali.
Reparto lunghi: Ford è stato giudicato il miglior centro della scorsa stagione, Giovannoni e Chiacig sono stati gli unici a salvarsi dal mezzo disastro bianconero. Al terzetto si è unito Jamie Arnold che in Europa ha sempre fatto bene ai livelli più alti. Rimbalzi, fisicità e soluzioni da fuori area non dovrebbero rappresentare, sulla carta, un problema.
Panchina: scegliere il quintetto di partenza non sarà facile. Dando per scontata la presenza di Boykins, Ford e Arnold, saranno le circostanze tattiche a completarlo. Chi resta fuori dovrà rendersi conto che è nell’abbondanza che nascono le grandi squadre.

Categoria: Basket
 

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