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UN SILENZIO fin troppo rumoroso. Aspettando invano che qualche dirigente della Gmac venisse a dare una minima spiegazione per la deludente prestazione, ritorna alla mente il famoso assioma della psicologia della comunicazione che spiega come ‘sia impossibile non comunicare’. Non sentir proferire una parola da parte dei manager Fortitudo rende esplicito il fatto che ora è meglio pensare, piuttosto che parlare. Il momento è delicato e per riparare una situazione che rischia di sprofondare sempre, c’è bisogno di ragionare. A breve qualcosa si muoverà, ma per ora parlano i fatti. E coach Sakota risulta l’unico, nel panorama biancoblù, che ha il coraggio di affrontare la questione davanti ai microfoni. Unico rappresentante del partito che ha subito non solo la sconfitta, bensì un’umiliazione difficile da dimenticare. Anche se, come da canone, il primo a rischiare è lui: dovesse andar male anche l’Uleb domani a Belgrado, la Fortitudo virerebbe su Cesare Pancotto, lo scorso anno a Udine.

Categoria: Calcio
 

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