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Al temuto ritorno a Bologna di Joseph Forte, DJ Strawberry mette il silenziatore con una prestazione difensiva impeccabile. Joe segna cinque punti nel primo tempo (nove alla fine), è condannato a passare la palla (5 assist) a compagni spesso inadeguati, e la Fortitudo – che fa pace con il suo pubblico nel momento del bisogno – vince questa specie di inatteso scontro salvezza (2-0 nelle sfide dirette in ogni caso) accorciando la rotazione. Tagliato Qyntel Woods, Pancotto si affida a Mancinelli da ala piccola, usa Gordon da sesto uomo e la coppia Papadopoulos-Fucka, 430 centimetri in due, come lunghi titolari. Per la prima volta si nota chiarezza nelle gerarchle e anche un po’ di caparbietà difensiva ma la fatica con cui ha chiuso la gara dimostra che questa Fortitudo nella testa non è ancora guarita. Udine non è un grande banco di prova (3/12 da due nel primo tempo, 34 tiri da tre e di conseguenza solo nove liberi eseguiti) almeno fino a quando lo stesso Sacchetti non rinuncia a Forte scoprendo un campioncino in Lorenzo D’Ercole, che recupera sei palloni.

LA CRONACA – La Fortitudo gioca per Papadopoulos, Strawberry è indemoniato sul fischiatissimo ex Joseph Forte ma la grande novità è che la Fortitudo difende duro e va via in contropiede salendo sul 19-8. Il primo canestro di Forte dopo due minuti e mezzo di secondo quarto è la spia però che questa Fortitudo non ha continuità. Segna 17 punti in cinque minuti ma sette nei successivi dieci. Udine arriva sul 21-24 quando costringe Pancotto al rituale time-out. In quel momento, è Jamont Gordon, una guardia, con due rimbalzi d’attacco prepotenti ad allentare la pressione e avviare la fuga della Fortitudo, che vola a +19 (42-23). Udine gioca meglio senza Forte, con Antonutti (7/8 al tiro) accanto ad Anderson. Una schiacciata di Di Giuliomaria fa scendere una cappa di paura dentro il Paladozza sul 72-69 a tre minuti dalla fine. Ma Papadopoulos e Gordon dalla lunetta fanno meglio di Di Giuliomaria e alla fine c’è un sospiro di sollievo collettivo.

Categoria: Calcio
 

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