Telecentro Odeon TV

La Tv di Bologna e dell'Emilia-Romagna (canale 17 e 71)

No Banner to display

DIGERITO L’ANNO orribile — era dal 1999 che una squadra delle Due Torri non si qualificava per la finale scudetto —, BasketCity è partita al contrattacco. Difficile, oggi, dire se Fortitudo e Virtus potranno scalzare Siena da due stagioni sul tetto d’Italia, ma i due club hanno fatto le cose in grande per ridare a Bologna quel titolo di capitale del basket italiano che, a turno, Siena, Milano e Roma vorrebbero ereditare. Che si volesse ripartire su basi solide lo si è capito, paradossalmente, dalla carta. Dai progetti degli impianti. Il parco delle Stelle per la Fortitudo e il Futurshow Station per una Virtus che, a Casalecchio, ha già cominciato i lavori per avere un impianto polifunzionale (aperto alla musica, all’arte, alla cultura e alle mostre) e di respiro europeo.
Dalla carta e dai progetti il passo è stato incredibilmente breve: il campo ha già cominciato a dare i primi responsi. Bologna vuole tornare ai vertici e vuole riappropriarsi dell’Eurolega (nel 1999 e nel 2001 il derby fu la semifinale continentale). La Virtus ha completato la squadra (aspetta la firma del finlandese Koponen per chiudere il cerchio) strappando alla Nba Earl Boykins. Operazione suggestiva per la stazza (minuta) del moro e per la sua storia: dieci stagioni da protagonista. Operazione altresì onerosa (2,3 milioni di euro) che fanno di Boykins l’atleta più pagato del campionato. Soldi e risultati non sempre vanno d’accordo: la Virtus, però, sembra averli spesi davvero bene assicurandosi Ford, miglior centro dell’ultima stagione, l’esperto Arnold e Langford. Ai quattro mori (dovranno cancellare il ricordo dell’alterno poker yankee di un anno fa) si sono aggiunti Righetti e Vukcevic.

LA FORTITUDO s’è mossa con meno celerità, ma Zoran Savic, rientrato a Bologna dopo l’esperienza con il Barcellona, si è fatto capire con i fatti. Anche la Fortitudo è ormai chiusa in attesa degli annunci di Bagaric, Gordon e Barron. Dalla Spagna è arrivato Huertas, un regista che tanti club della Lega Acb avrebbero tenuto. Poi Slokar e Malaventura. E confermato Forte ecco Woods, discusso (per il carattere, non certo per il talento) nella Nba, ma redentosi all’ombra del Partenone.
«Ho una squadra migliore dell’anno scorso — dice Sakota — possiamo lottare su ogni fronte». Stessi concetti per Renato Pasquali. «Ma prima — sottolinea il coach della Virtus — dimostriamo di non avere solo talento ma di essere un gruppo vero».

Categoria: Calcio
 

Lascia un Commento


Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.