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Alla fine sembrava che il tempo non fosse passato. I rossoblu mano nella mano che salutano il proprio pubblico. Esattamente come l’ultima trasferta di Mantova, lo scorso anno. Invece ieri il Bologna era nel tempio del calcio, la Scala per antonomasia, davanti a 70.000 tifosi in delirio per Ronaldinho, Shevcenko e Pato.
E non si può dire che lo spettacolo non ci sia stato: la prima mezz’ora della ripresa ha visto le quattro punte del Milan saltare i rossoblu come birilli, con le trecce del brasiliano che hanno ballato una splendida samba, ma al dunque Inzaghi, Pato e Scevchenko non hanno capitalizzato le invenzioni di Ronaldinho.
Il Bologna ha avuto la bravura di non abbattersi, di non buttare mai via un pallone, di accendere sempre contropiedi pericolosi, di non lasciare troppo solo Di Vaio, insomma di non dare l’impressione di essere alle corde, ma sempre con la spia del turbo inserita.
Così sull’1-1 uno splendido lancio di Adailton ha trovato Di Vaio solo davanti ad Abbiati. Maldini lo stende. Rigore ed espulsione. Macchè, Orsato decide che non è successo niente. A quel punto Arrigoni estrae dal cilindro Mudingayi. Scelta azzeccata, va ad aiutare Zenoni a destra, dove agisce proprio Ronaldinho. E difronte al centrocampista rossoblu l’asso brasiliano si spegne, non passa più neppure uno spillo e il Bologna aumenta le proprie propensioni offensive, fino al 33’, quando Valiani trova dal cilindro un vero e proprio Eurogol, con il pallone che va a togliere la ragnatela nell’angolo alto alla destra di Abbiati. I 4000 sulle tribune hanno tenuto il fiato per quella frazione di secondo. Non era possibile. Il piccolo Bologna che va per due volte in vantaggio a San Siro, che gioca bene, che tiene la partita come una squadra navigata. Alla fine un applauso anche a Orsato di Schio. Vero, manca un rigore, ma ha diretto molto bene, non facendosi influenzare dalle tante proteste dei rossoneri e dall’ambiente caldo. Ha estratto i cartellini giusti e ha permesso al gioco di svolgersi egregiamente. Alla fine il giusto applauso, una decina di giorni per gustarsi una vittoria memorabile, ma dal 14 settembre comincia il vero campionato rossoblu. Se non si vince in casa con l’Atalanta i tre punti di San Siro non servono a niente e Ferriera Pinto, Doni e Floccari non devono essere considerati meno di Ronaldinho, Inzaghi e Seedorf

Categoria: Basket
 

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