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La prossima settimana, esattamente il 25 gennaio, scade il termine fissato dalla CONI servizi per la chiusura dell’impianto dello Sterlino. Da circa un mese il CUS Bologna sta lavorando per arrivare a definire un’offerta da 3.200.000 euro che sommati all’iva e alle tasse arrivano a circa 4 milioni di euro, senza contare l’opera onerosa di lavori che serviranno per ristrutturare l’unica piscina da 50 metri della città dove si allenano grandi campioni di nuoto, pallanuoto e nuoto sincronizzato.
Nel 1969 lo stadio dello Sterlino venne demolito. Un pezzo di storia gloriosissima della città di Bologna sparì per sempre. Al suo posto, nel 1972, venne edificato – su progetto dell’architetto Annibale Vitellozzi e sotto la direzione lavori di Renato Bernardi – il Centro Sportivo Sterlino, intitolato a Giulio Onesti, una struttura polisportiva che occupa l’intera area che fu dello stadio (20.000 metri quadri), e che comprende: una piscina da 25 metri coperta (con vasca di 25 metri omologata per la pallanuoto e tribuna da 300 posti) e una piccola palestra per la preparazione atletica dei nuotatori, una vasca all’aperto ed una palestra polivalente di 20 x 40 metri per le attività di avviamento allo sport. Il Centro Sportivo Sterlino è dotato inoltre dell’unica vasca da 50 metri della città, di una palestra attrezzata come centro di alta specializzazione per la ginnastica artistica.
L’impianto di proprietà Coni è stato affidato al Comune di Bologna che, a sua volta, l’ha concesso in gestione ad AICS. In tutti questi anni il Comune ed AICS hanno provveduto alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto, sgravando il CONI da qualsiasi onere
L’importanza dell’impianto è dato dalla sua affluenza, che nel 2011 ha toccato i 25.000 ingressi in piscina.
Come scritto in un’interpellanza l’assessore allo sport del Comune Luca Rizzo Nervo, “Gli interventi manutentivi al Comune di Bologna sono costati oltre
600.000 euro l’anno”
Se la piscina è entrate nelle cronache cittadine da quando, la scorsa estate, il CONI ne ha ipotizzato la chiusura, l’impianto ha avuto, per il Bologna calcio e per tutta la città, una storia decisamente interessante
Dopo l’abbandono della Cesoia, non più contemplato nel piano regolatore cittadino, il presidente del Bologna Rodolfo Minelli, individuò la zona dove sarebbe sorto il nuovo stadio dei rossoblù: era in località Ragno, poco fuori porta Santo Stefano, sottostante alla villa dei principi Hercolani in via Toscana 79, l’attuale via Murri. Nell’estate del 1913, vennero avviati i lavori sotto la direzione del Colonnello Cavara comandante dei Vigili del Fuoco, e dell’ingener Amadei. La prima partita di campionato, contro il Modena, vi venne giocata il 23 novembre 1913 e fu un pareggio (1-1). Lo Sterlino ha ospitato per 14 campionati le partite casalinghe del Bologna.
Nei primi due anni di vita dello Sterlino, fino alla sospensione bellica nel 1915, il Bologna vi giocò 12 partite di campionato, 6 vinte, 4 pareggiate e 2 perse. Nel primo dopoguerra il Bologna giocò in totale allo Sterlino 85 partite di campionato, con un ruolino strepitoso: 72 vinte, 10 pareggiate e solo 3 perdute. Questo non fece che alimentare la fama e il mito dello Sterlino, dal quale in 14 anni solo cinque volte il Bologna uscì sconfitto in incontri di campionato.
Il Bologna sconfigge allo Sterlino il Real Madrid di Santiago Bernabeu per 3-0. Lo Sterlino passò alla storia anche per un’altra particolarità, percepibile a prima vista: dalla porta posta a valle a quella a monte, correva un notevole dislivello. Anche la tribuna seguiva tale andamento. I bolognesi l’avevano soprannominato simpaticamente “il campo in discesa”. Questo difetto, nel corso degli anni, venne quasi totalmente eliminato.
Lo Sterlino tornò ad ospitare partite ufficiali del Bologna durante il Campionato Alta Italia 1944, torneo vinto dal 42º Corpo dei Vigili del Fuoco della Spezia.

Categoria: Calcio
 

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