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E chi riesce a farla più secca, la vecchia Virtus. Fra una rinascita che, trovandosi con una truppa tutta nuova, si trova ancora sporcata da macchie indesiderate, il derby 102 torna dove é più spesso stato, ossia in cassa bianconera. Guidata dal ragazzo Langford che ha offerto oggi una gara sopra le righe, la Vu Nera è tornata prepotentemente padrona di Basket City, con uomini e mezzi, evitando di scivolare su questa Effe, pur sempre rognosissima, ma a lei inferiore. Patron Sabatini ha allestito un’autentica piccola armata, con l’obiettivo dichiarato di non lasciar cadere l’occasione di stupire ancora. Molto s’è dibattuto su questo sul nome di Boniciolli, per una scelta rivelatasi vincente. Ma, dopo le belle notizie con Roma e i due giorni trascorsi fra aeroporti di mezza Europa, la perenne emergenza virtussina lascia spazio ad una squadra finalmente completa, a cui stasera però s’aggiunge il profilo più limpido anche di Ford e Boykins. E con loro bombarda pure Righetti, l’altra faccia bianconera di giornata, mirando al bersaglio soprattutto da lontano. Nella sostanza, fra carambole offensive e difesa, La Fortezza tiene malino un tempo poi, fra palle perse e contropiedi subiti, bevuto l’Ergovis di metà torna da non credere. Sulla graticola della casa Fortitudo stamane ci sfrigolano in tanti, dal coach, appunto, che avrebbe scelto male in una rosa improvvisamente vasta, al Gordon che ha commesso tragici errori, ai molti che potevano fare e non hanno fatto. Di certo, questo derby, nel diffuso sentire comune che saldava società e tifosi, era un obiettivo realistico del mondo Virtus, in una stagione che ha pure l’Europa fattibile, una Coppa Italia in casa e lo scudetto prenotato da Siena, almeno per ora. Ben così, per lei e per i suoi fantastici tifosi, ancora una volta padroni a Casalecchio dietro la bella coerografia dei Forever, indirizzata verso la storia dell’Aquila, che ha illuminato la Futurshow Station lungo i tre quarti. Piena come un uovo, perché nonostante tutto qua c’è sempre un’infernale marmellata di basket, però chi è arrivato si diverte subito. La Fortezza ha un piccolo vantaggio (7-2), poi non segna per 3’ e guarda, più che altro, i virtussini che fanno e disfano. La difesa ha lasciato la dentiera nel bicchiere sul comodino, l’attacco mostra anzitutto voglia di non faticare troppo: si tira da tre, e vada come vada. In questo modo, affettando anche un blando pressing e infilando tutti i corridoi dentro l’area, la truppa di ospite con Strawberry fa sua la gara, pigliando pure parecchie palle a metà campo. Si issa al 13-18 del primo quarto e meno male che Boniciolli trova un Righetti da monumento equestre: ne segna 3 e tiene a galla la barca, rapinando pure i cesti più importanti. Per l’Aquila invece sono le percentuali dal campo in più il numero verde. Nel secondo quarto Boykins muove un pò meglio la palla, e la difesa altrui, c’è un quasi aggancio sul 25 pari poi di nuovo forzature e ospiti che scappano con le triple. Sul -4 la Virtus ha solo provato la uomo, ma proprio non riesce a mordere. Avvicina, bene o male, con una tripla di Vukcevic e va al riposo pari. Troppa grazia. Ha tirato 13 volte da tre (3 centri), quasi non accorgendosi che cercare il cuore dell’area era stato perfino comodo. S’è salvata perché, se arraffi 18 rimbalzi in un tempo, alla teorica supremazia dei lunghi avversari, vivi lo stesso felice. Al rientro comincia il massacro, tirare da tre per i bianconeri, è però qualcosa di più di una tattica. E’ una fede. In 2’ la Vu spara 3 bordate: totale 52-43. La Fortezza vola, ma proprio qui la G Mac s’abbaglia. Sta 3’ senza segnare in azione, rimedia appena 5 liberi, e le va male che di là segnino, a loro volta, sempre. La Vu arriva a +18, nessun biancoblu si rimette in moto e all’orlo del minuto 34, Boykins segna un vitale +27. Dopo fa perfino girare la palla, cercando gli uomini sotto, quando la Effe, sputazzando orribili cose da tre, si consegna alle ovvie conferme di un finale pieno di dubbi. Poi, abbagliati dal tiro a segno, pochi lo notano: ma questa Virtus difende pure fino all’asfissia (altrui). E la stravince.

Il commento di Matteo Boniciolli: «Sono contento perché rispetto a Sakota ho un anno di ritardo e rispetto a Pianigiani almeno tre, ma credo che la mia squadra ha intrapreso un cammino giusto per le proprie forze. Nell’arco dei 40’ abbiamo volto a nostro vantaggio tutti i match-up negativi tipo quello della statura e del peso, e in certi ruoli anche quello della classe grazie ad una mentalità di squadra ammirevole. Oggi avete avuto la conferma che un giocatore come Koponen ha imparato anche dai 2’ di coppa e stasera assieme agli altri è stata la chiave della vittoria. È chiaro che sono molto orgoglioso perché abbiamo vinto a rimbalzo 45-31 davanti a una squadra come la Fortitudo. È chiaro che con l’innesto di Papadopoulos la Fortitudo è destinata a crescere e avere 6 punti in più di loro è importante. Adesso dobbiamo continuare ad allenarci con fiducia. Martedì abbiamo una partita importante di Coppa e la differenza canestri per ora non incoraggia. La prossima buca, come di ce Tonino, sarà il prossimo allenamento. Differenze? Tra primo e secondo tempo solo la percentuale al tiro perché abbiamo giocato nello stesso modo. Stasera abbiamo avuto una rotazione dei lunghi completa e la presenza di Chiacig ha dato modo di poter fare giocare Ford da 4 perché da 5 non può rendere al meglio. Tutti hanno dato il loro contributo e nessuno ha contato i tiri o i punti perchè tutti hanno pensato all’interesse della squadra e di questo sono molto contento. Boykins? Ha lasciato giocare gli altri e non s’è eretto a prima stella solitaria. Ha capito quando giocare da solo e quando, invece, mettersi al servizio della squadra. Credo che oggi abbiamo fatto un passo importante a livello di consapevolezza, e oggi entrambe le squadre hanno offerto un bello spettacolo: altro che crisi del basket italiano».

Il commento di Dragan Sakota: «Ovviamente in partite di questo calibro non è sufficiente giocare solo un tempo. La differenza è che nel secondo tempo abbiamo mollato mettendo più sull’attacco che sulla difesa e da quel momento non siamo più riusciti a rientrare. Come tutti sanno abbiamo avuto tanti problemi tra cambiamenti ed infortuni. Non sono scusanti e i giocatori che sono arrivati c’hanno dato qualcosa di importante. Non è un camino facile e forse alcuni avrebbero dovuto provare di più ma ora dobbiamo andare avanti. E come c’è successo per uno che arriva ce né uno che si ferma Lamma ci dava una mano e forse DJ il secondo tempo non doveva giocare perchè s’è fatto male. Questa squadra ha bisogno di calma per trovare la chimica giusta. Gordon e Woods? È indubbio che abbiamo giocatori di talento ed è dal primo giorno che li stiamo convincendo a giocare assieme alla squadra. Nessuno può pensare di ripetere serate come quella di Gordon contro Treviso e per questo che dobbiamo spingere sulla difesa. Loro sono giocatori con forte spirito offensivo e purtroppo oggi il loro atteggiamento difensivo non è stato buono. Pressioni? Non capisco molto il criterio di questa domanda. Se fossi un principiante o un esordiente sarei preoccupato. Ma alleno da 35 anni e credo di aver vinto più partite di questo spessore che perse, ma non sono preoccupato per me stesso e se guardiamo le mie statistiche vedrete quante ne ho vinte. Sono il primo a prendere le mie responsabilità e non sono per nulla preoccupato del mio futuro».

Categoria: Calcio
 

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