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Bologna e Barcellona, Barcellona e Bologna. Basterebbero i ricordi di Zoran Savic, la sua vita, gli sviluppi forse mai pensati eppure via via avvenuti – i 20 giorni che Zoran si allenò con la Fortitudo nel 1992, costretto a lasciare Spalato per una guerra assurda, prima di approdare a Barcellona per indossare la maglia blaugrana e mettere su casa… il duplice e rarissimo ritorno a Bologna anni dopo, sulle due sponde cittadine… il passaggio in biancoblù dal campo, ruolo pivot, alla scrivania, ruolo General Manager… la nuova partenza per Barcellona nell’estate 2005, dopo aver conquistato lo scudetto con la Effe… il ritorno in Fortitudo dopo il triennio da General Manager blaugrana, scegliendo la Fortitudo e Bologna come casa sua in un momento fondamentale della propria vita… – a rendere speciale la sfida di domani sera tra Fortitudo e FC Barcelona. Eppure Zoran è Zoran, parla sempre più volentieri del prossimo che non di sé, e allora via alla chiacchierata coi giornalisti bolognesi per introdurre la presentazione della Fortitudo, nonché ovviamente il ritorno di Gianluca Basile. Presentazione con sfida al Barcellona, qualcosa di particolare… “Ci tenevamo a regalare ai nostri abbonati una sfida da Eurolega, dal momento che non la disputeremo in questa stagione, inoltre anche per noi rappresenta un test molto forte da affrontare, ora che ci avviciniamo all’inizio del Campionato”. La sfida col Barcellona porta con sé il ritorno di Gianluca Basile… che accoglienza ti aspetti, per lui? “Penso che la gente della Fortitudo lo accoglierà nel modo migliore e più giusto: sono stati celebrati e festeggiati giocatori che hanno dato molto meno di quanto abbia fatto lui, che con questa maglia ha vinto due scudetti ma soprattutto si è sempre comportato in modo esemplare. Mi basta ricordare che, quando diventai General Manager, fummo costretti ad attuare una riduzione agli ingaggi del 30%: Baso fu il primo ad accettare, senza esitazioni. Di lui mi fido completamente, è una persona di grandissima onestà. Ecco, credo che tutti quanti dovrebbero sempre ricordare questo a proposito di Gianluca Basile, il valore della persona prima ancora di quello giocatore, che pure è da anni tra i migliori d’Europa. La scelta di allora di farlo Capitano? Fu mia, avevo giocato un anno con lui vivendoci ogni giorno nello spogliatoio, anche da General Manager ho continuato a vedere lo stesso impegno incessante in ogni singolo allenamento, nessun allenatore ha mai avuto nemmeno una parola da ridire su di lui. Un esempio per tutti, come un Capitano deve essere”. Ci sarà un nuovo Basile da far emergere in questa Fortitudo? “Non dobbiamo cercare uno come lui, il nostro impegno deve essere quello di far funzionare al meglio una squadra quasi completamente nuova. All’inizio non sarà facile, mi aspetto che potremo avere delle difficoltà, penso che il vero volto della squadra potrà vedersi tra qualche mese, ma soprattutto mi interessa arrivare al meglio ai playoff, quando conterà più che mai”. In questa pre-season avete programmato impegni dalla difficoltà in crescita… “Preferisco giocare sempre con squadre più forti, vincendo le partite facili spesso non si vedono i problemi. Inoltre il risultato delle amichevoli non conta nulla, dobbiamo pensare solo a lavorare per arrivare pronti al Campionato. E’ vero che all’inizio avendo pochissimi giocatori non potevamo programmare sfide troppo impegnative, ora è il momento anche se purtroppo abbiamo ancora problemi fisici che ci impediscono di lavorare al completo. Lo stiamo pagando, ma lavoriamo duramente e miglioriamo, sono comunque soddisfatto”. L’infortunio di Barron vi preoccupa? “E’ da un mese ormai che ha problemi di caviglia, continuiamo a fare esami, la prossima settimana dovremmo avere il quadro completo. La situazione ci preoccupa, sì, anche se non prevediamo alcun cambiamento”. Invece, Gordon si è rivelato una sorpresa per solidità offensiva e di carattere… “Non ci ha sorpreso, aveva 17 punti di media in un buon college, sapevamo che poteva segnare. Poi, il Campionato avrà difese più dure, diverse, non mi fido molto di queste partite. Ma Jamont è un giocatore estremamente utile, va benissimo a rimbalzo e questa è una componente molto importante. L’atteggiamento? Non mi sorprende che sia duro e motivato, vorrei che ogni ragazzo di 21 anni fosse così e non capisco perché venga visto come un’eccezione”. In quali condizioni è tornato dalla Nazionale Mancinelli, che là appariva spento? “Non c’è stato bisogno di parlargli, l’ho visto bene sia fisicamente che psicologicamente dal primo allenamento. E’ stata una sorpresa per me quanto poco ha giocato con la Nazionale, tanto da finire addirittura fuori nelle ultime gare. Temevo tornasse giù, invece no. Per noi sarà fondamentale, soprattutto tatticamente, per come sa essere complementare a Woods. In più, a 25 anni non può più essere definito un giovane, mi aspetto che si dimostri ancora più continuo e pronto ad un ruolo importante”. In una squadra di tanto talento, potrebbero sorgere gelosie da quintetto base? “Non credo proprio, il fatto di entrare in quintetto o meno non deve interessare nessuno, per tutti deve contare solo il risultato finale della squadra. A me da giocatore piaceva finire le partite, quando contava di più, è lì che si dimostra di avere la fiducia dell’allenatore”. Una battuta sulla Lega, se proponessero di bloccare le retrocessioni? “Meglio chiudere tutto e andare a casa, a cosa servirebbe giocare? Diventerebbe un’esibizione senza competitività, già dobbiamo fare i conti coi problemi del non sapere ancora il numero di squadre e il calendario. I problemi economici li hanno anche in altri paesi, pensiamo alla Spagna con Girona fuori e Manresa a rischio, ma noi come loro dobbiamo lavorare per vendere al meglio il nostro prodotto, che comunque è migliorato rispetto agli ultimi anni. Poi, come la Liga ACB sta pensando di abbassare il numero delle squadre, credo che l’ipotesi delle 16 sarebbe la migliore per garantire un livello migliore e più stabile al Campionato”. Col Barca, una sfida da Eurolega: nostalgia nel non giocarla? “No, sono in un posto che mi piace tantissimo, con a fianco persone che mi piacciono. Poi, ho girato tanto in carriera da non potermi far prendere dalla nostalgia… L’Eurolega teniamola semmai come obiettivo per il prossimo anno”.

Categoria: Calcio
 

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