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Si comincia a giocare a ritmi serrati, e se sabato sera Dragan Sakota commentava la vittoria su Ferrara, lunedì mattina è già assorbito dall’analisi della sfida che attende la Fortitudo stasera. Nel mezzo, una domenica in cui la squadra biancoblù ha lavorato al PalaDozza, lontano dai riflettori. “Tutti sanno che Valencia è la favorita del nostro girone, così come che punta chiaramente a vincere l’Eurocup per qualificarsi direttamente alla prossima Eurolega. E tutti sanno che si tratta di uno dei club più ambiziosi e che più investono di Spagna. Poche settimane fa hanno attuato dei cambiamenti importanti, sostituendo un allenatore di grande valore come Katsikaris, credo più per dare la scossa e portare un nuovo entusiasmo che per reali necessità di gioco, ed chiamato al suo posto Neven Spahija, ovvero il vincitore dell’ultima Liga ACB col Tau. Il loro gioco? Quello delle grandi squadre: hanno grande forza dentro l’area colorata, e tiratori scelti pronti a colpire dal perimetro. I nomi di grande valore sono tanti, su tutti metterei Kosta Perovic, Shammond Williams e Ruben Douglas, ma il loro roster è estremamente ricco di talento in ogni ruolo, in grado di mettere seriamente in difficoltà qualsiasi difesa avversaria”. Ed è da lì, forzatamente, che la Fortitudo dovrà ripartire. “Sappiamo che il Valencia rappresenta l’esame più duro, da quando abbiamo cominciato. E dobbiamo affrontarlo credendo nel lavoro che stiamo facendo giorno per giorno in palestra, in quei miglioramenti che finalmente l’aver aggiunto due giocatori in rotazione potranno darci, come già accade in allenamento. E’ vero che in Germania dopo un buon inizio siamo calati e, proprio difensivamente, non abbiamo tenuto, ma dobbiamo dire che praticamente abbiamo avuto l’ufficialità di poter utilizzare i due nuovi giocatori soltanto quel giorno stesso, e il salto dagli allenamenti alla partita non è mai automatico per quanto riguarda gli equilibri della squadra. Ora, stiamo lavorando proprio per migliorare i nostri ritmi e gli equilibri di gioco, e al di là degli errori commessi in attacco, con Ferrara ho visto che la nostra difesa ha tenuto molto meglio ed ha seguito esattamente le regole che ci eravamo dati”. Quale può essere la chiave, per la Effe? “Conosciamo bene tutti i problemi che ci siamo trovati ad attraversare in questo lungo periodo, ma proprio per questo dietro le nostre due vittorie consecutive in casa c’è la spinta enorme che ci ha dato il nostro pubblico: come avevo auspicato prima di Treviso, si è rivelato davvero il nostro miglior uomo in campo”.

Categoria: Calcio
 

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