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Dire che gli sono stati tolti i veli sarebbe eccessivo, ma forse da ieri il progetto “Parco delle Stelle” ha qualche segreto in meno. I segnali di vita sono arrivati, tangibili nelle facce del corposo staff di architetti, ingegneri e progettisti vari presentato da Gilberto Sacrati e in un paio di filmati che hanno fornito un’anticipazione computerizzata di quel che sarà. Ancora nessun plastico e massimo riserbo sull’identità dei finanziatori -aspetti non secondari che troveranno spazio in una prossima conferenza stampa – ma se non altro quello di ieri ha dato la sensazione di essere un rassicurante antipasto. Presentato ufficialmente il logo – tre cerchi concentrici che rimandano alla dimensione ancestrale e primitiva di Stonehenge – sono state poi confermate alcune delle cifre già circolate nei mesi scorsi: 400 milioni di euro di costi complessivi, 2.000 posti di lavoro e un’ottimistica data di fine lavori che guarda al 2012. Un modo per dire “stiamo lavorando per voi, ci siamo quasi”. La stessa ragione che ha poi ispirato la visita di cortesia al sindaco Sergio Cofferati, nel pri-missimo pomeriggio: ad accompagnare il patron Fortitudo, il commissioner Fiba Aldo Vitali per la presentazione del libro sui Mondali 2014, ma evidentemente anche per ribadire la centralità del Parco delle Stelle in una corsa che vede l’Italia in lotta con i colossi cinese e spagnolo. «Ringrazio tutti quelli che mi hanno sopportato in questi due anni -ha detto Sacrati prima di presentare il folto cast di supporto – ringrazio pure quelli che non credono in questo progetto, perché anche loro mi hanno dato la forza di andare avanti. Questa conferenza era un passo doveroso per far capire cosa stiamo facendo: ci ho sempre creduto, anche prima di rilevare la Fortitudo, e ora vedo il traguardo più vicino». Alle voci “finanziatori”, “rapporti con le i-stituzioni” e “viabilità”. Sacrati appare sereno e preparato. Anche per la capacità di non scoprire tutte le carte: «I finanziatori ci sono, tranquilli: abbiamo pensato ad una presentazione più importante per il mese di gennaio. Certe persone le vedrete più avanti. Non ci sono vincoli a livello di piano territoriale e non ce ne sono per quanto riguarda il metrò: l’area è già predisposta per l’arena, per l’albergo e abbiamo già studiato soluzioni alternative al problema trasporti, compresa un’area parcheggi su più livelli sotterranei». Gianluca Alfani di Oiko spiega la nascita del logo: «La prima idea è stata quella di utilizzare la forza e il concetto di Stonehenge, che da un certo punto di vista potrebbe essere considerato il primo urban entertainment centre della storia». Perché è proprio questo che il Parco delle Stelle si propone di diventare: un centro urbanistico di intrattenimento, per orrore degli inglesofili esperti di marketing che invece preferiscono appunto la tag-line “urban entertainment centre”, a completamento (e spiegazione) della denominazione tutta dedicata all’orgoglio italico: Parco delle Stelle. Nello specifico del palasport, per ora si sa solo che avrà una capienza minima di 15.000 posti, che sarà su due piani (una sorta di Camp Nou in miniatura), che avrà un enorme cappello verde di 9-10 ettari quadratie che sarà circondato da campi di allenamento e palestre indoor. Attorno al cuore sportivo della cittadella troveranno posto una multisala, un centro benessere, spazi commerciali ed un albergo da 300 camere. 2012, Odissea nello spazio è qui.

Categoria: Calcio
 

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