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Il progetto del nuovo Parco delle Stelle: «Fra un anno poseremo la prima pietra, poi edificheremo tutto»
Il primo battito Fortitudo, dopo una settimana di raduno sull’altopiano trentino, è arrivato ieri dal PalaDozza: qui il presidente ha deciso d’anticipare con una chiacchierata l’incontro odierno con la squadra, a Folgaria (previsto nel pomeriggio) dove a turno parleranno un po’ tutti compresi allenatore e Gm. La traccia seguita è sempre la stessa di un anno fa, si parla poco, non si fanno proclami: figurarsi quando ci si interroga sulla salute del portafogli. «Non abbiamo speso follie ma abbiamo speso bene» esordisce Sacrati. «Forse anche meno rispetto alla passata stagione (attorno agli otto milioni,
ndr) anche perché tra i costi avevamo anche spese per la ristrutturazione della società, del palazzo e della gestione dell’immobile. Budget basso? Ben venga attuare questa politica ma non dirò mai quanto ho speso. Poi potrebbe arrivare un nuovo sponsor, per la coppa e forse anche per il campionato ». Upim non resterà sicuro in Uleb, ma per l’Italia l’accordo è triennale.
Nel bilancio, inoltre, rientrano anche due monumentali ingaggi, il famoso «caso Drucker », l’ex coach di Ostenda firmato a stagione in corso poi «sostituito» dal confermato Sakota su volere di Savic, e il pivot James Thomas a cui si sta cercando casa. «Sta sbrigando Savic gli ultimi dettagli col giocatore ma siamo vicini a un prestito, mentre Drucker io la chiamerei soltanto una disavventura ». Lo scenario attuale condivide comunque ben poche cose dell’ultima stagione, errori grossolani non ci sono stati, il lavoro segretissimo ha dato i suoi frutti anche con l’ingaggio di Woods, dunque è una Fortitudo nuova, non solo all’anagrafe. «È una squadra giovane con età media attorno ai 26 anni, ci sono giocatori con esperienza e giovani dal-l’estero, per dare futuribilità al progetto. L’obiettivo è quello di crescere e non mi spaventa avere tanti americani. So che è un rischio, ma noi abbiamo anche tanti italiani che hanno voce in capitolo come Lamma, Cittadini, Mancinelli. Bagaric? Gl’avevamo fatto una proposta, lui ha fatto un’altra scelta e ci siamo salutati senza nessun rammarico».
Il clou di tanti discorsi sfocia nel Sacrati popolare, che qualche volta si rilassa e racconta anche la sua, di impressione. «La gente per strada mi dice che è contenta della squadra, vedo entusiasmo, io stesso sono convinto che abbiano fatto un buon lavoro. Oggi riparte anche la campagna abbonamenti e chiunque adesso sa che squadra trova. Comunque non crediate sia stata un’estate tranquilla, ho fatto altre cose e le pressioni ci sono state». Contiamo da una parte il carico marmoreo del progetto del Parco delle Stelle. «La prima pietra la metteremo nel secondo semestre del 2009 e s’edificherà nella sua interezza, non parte per parte», e dall’altra una nuova stagione e una società ancora una volta modificata con giocatori nuovi, almeno i tre quarti.
E in fondo, il tintinnio delle parole del patron bianconero Sabatini, che goccia dopo goccia mira a corrodere ed attaccare l’Aquila. «Trovo giusta una sana rivalità, in fondo siamo a Basket City, ma non l’eccedere, perlomeno credo sia fuori luogo parlare di altri. Anche perché il primo a rischiare sono io se qualcosa in Fortitudo va storto. Teniamo il profilo basso? Bassissimo dico io, e risponderemo con i fatti sul campo. La nostra barca è partita dal porto con una rotta ben precisa da compiere, a prescindere da qualsiasi burrasca. E se vogliamo proprio puntualizzare, la vicenda del finlandese da noi trattato è falsa, forse è uscita per bocca di qualche procuratore». Poi, differenze anche tra l’impetuoso Sabatini — «l’anno scorso ero incazzato nero» — e il Sacrati più pacato: «Non sono pentito di nulla, e ho imparato tante cose» . L’uno si dà vincente lasciando ai cugini gli «scarti », l’altro dice del derby un umile «ce la giocheremo». Così si chiude la saga dei presidenti, ognuno, a modo suo, ha già tirato le somme.

Categoria: Calcio
 

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