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Zoran Savic non ha bisogno di mostrare i gradi del potere. Osserva da vicino la Fortitudo, che Sakota plasma in ritiro, esamina e accerta i primi passi del gruppo, sa che sono importanti, che tracciano l´identità, dati al coach, in due mesi di lavoro, sette pezzi nuovi.
La Fortitudo è stata rifatta. Su quali basi?
«Dapprima, abbiamo scelto di aspettare, perché i prezzi del mercato erano esagerati. Poi, con pazienza, ci siamo mossi. Non è stato facile, ma si sa: quando si arriva in un posto nuovo è perché sono richiesti dei cambiamenti. Ovvio che avviare il lavoro in Fortitudo è stato più facile per me».
L´immobilismo aveva preoccupato la piazza e alimentato le frecciate della concorrenza. Per un po´ pareva che fosse solo Savic la grande, e costosa, novità.
«Anche Sacrati forse all´inizio ha avuto paura, perché sapeva che avevo lavorato con budget elevati. Ma io faccio con quel che mi danno. E così è stato. Non mi considero un colpo di mercato. Ho fatto il gm per Seragnoli, lo faccio per Sacrati, un proprietario tranquillo, che ragiona. Ho iniziato l´opera, ora sta alla squadra migliorare e vincere».
Quali sono le scommesse tra i nuovi?
«Tutti. Chi potrebbe mettere la mano sul fuoco su un acquisto? C´è gente che fa bene tutta la vita, poi sbaglia, chissà perché. Certo, il Cska può permettersi di scommettere su Siskauskas e andare sul sicuro, ma loro anche i giovani li pagano due milioni, senza certezze che esplodano. Non è il nostro caso. In una situazione di normale competitività, anche di alto livello, devi accettare rischi ed eventuali fallimenti».
Qual è il limite, su sette possibilità?
«Non ci sono massimi e minimi. Potrebbe servire tempo per ambientarsi, molti non hanno mai giocato in Italia. Ma contano i risultati e migliorare la posizione in classifica non servirà a nulla se non ci qualificheremo per l´Eurolega».
La sua griglia della A?
«Siena ancora davanti. Poi Roma e Virtus. Le altre assieme a noi: Milano, Pesaro e anche Treviso».
Insistiamo: più scommessa Gordon o Huertas, Barron o Woods?
«Huertas avrà il ruolo chiave, ma è relativamente esperto. Gordon è un play con mezzi fisici e atletici da ala, ma tutto da plasmare: l´aspetteremo, nessuno gli chiederà 20 punti. Vale per tutti».
Sakota avrà il suo da fare.
«Siamo tranquilli, anche perché l´organizzazione è solida. Lo staff tecnico non è stato rivoluzionato. E Breveglieri, come assistente, è uno preparatissimo. Parla poco e lavora molto».
Thomas e Drucker?
«A giorni sistemeremo Thomas: gli ho parlato, troveremo una soluzione amichevole, in prestito in Europa. Con Drucker siamo tranquilli: chi allenerebbe in un posto dove non lo vogliono?».
Sabatini ha spedito le sue scuse, ma l´aria di derby resta calda.
«Lui vuole mettere un po´ di Hollywood, sempre e comunque. Ogni notizia sulla Virtus dev´essere spettacolarizzata. Per me, è molto meglio comportarsi in modo corretto. La Virtus è stata in A2 e la Fortitudo non ha mai fatto commenti. Avevo detto che avremmo fatto un mercato, per via dei soldi, basato sugli americani: Gordon è costato un terzo o un quarto di Koponen. E resta l´ultima verità: i battibecchi fra dirigenti non fanno vincere le partite».

Categoria: Basket
 

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