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Sabatini, domenica (finalmente) parte il campionato di basket. Esprima un desiderio.«Uno solo. Vedere felici, a fine stagione, i tifosi della Virtus». Con una squadra piazzata, come dicono tutti, nelle prime 4?«Io non lo dico, le previsioni migliori sifanno allafine. Ma è un traguardo alto, quello, per una squadra rinnovata. A me basterebbe che facesse divertire la gente».
Il riarmo, intanto, lei l’ha fatto. Un riarmo vero, a colpi di gran bei nomi. Motivi?
«La delusione dell’ultimo anno è stata enorme, l’amarezza pure. In me, come in tutti i tifosi. Avrei ceduto la Virtus, se qualcuno si fosse fatto vivo, invece non c’è stata neppure una telefonata per sapere il prezzo, o quanti impiegati ci lavorano. Potevo solo andare avanti. E in un altro modo, ovvio».
L’anno peggiore della storia bianconera a quali cause, alla fine, l’ha attribuito?
«In campo, ci mancava un play. Poi, in estate, avevamo fatto troppe scelte superficiali».
Quanto costa il riarmo?«Sette milioni di euro».
Mi sembrano pochi.
«Sipuò anche arrivare a otto, non oltre. E chiudere, a bilancio, sotto di un milione e mezzo».
Ahi ahi, aveva spergiurato che mai, per la Virtus, sarebbe andato in rosso.
«Vero, ma quello che investi oggi ti può tornare domani, se c’è un progetto. E’ accettabile andar sotto, per ripartire bene, e credo si possa fare.Ma era un impegno che dovevo anche alla gente».
Domanda di popolo: che porceliino ha rotto stavolta Sabatìni?
«Ha chiesto in banca un mutuo di venti milioni».
Lo stesso per rifare nuovo il palazzo di Casalecchio?
«No, un altro. Il mutuo per i lavori non l’ha acceso la Virtus,ma la mia famiglia, e i destini dell’impianto rimarranno separati da quelli della Virtus, sui cui bilanci non peseranno oneri per la struttura. Poi, che il mondo sportivo sia sbagliato anche perché non si possono mettere a bilancio le strutture è ciò che penso. Forse, con qualche impegno sui muri, avremmo meno gente che prende e scappa. Ma lo sport è pieno di assurdità».
Nella strategia, almeno, Virtus e FuturshowStation saranno collegate.
«Certo, una buona squadra ci vuole. Ma, detto senza volere sminuire il basket, la Virtus è una piccola parte del core business del palazzo, che sono i concerti, le feste, le convention, come illustrai nel progetto. Lo scorso anno l’affitto per la Virtus era di centomila euro, con le spese si può salire a 50,160. Poi, se quel palazzo lo ribaltiamo tutto per ospitarci il basket, e ci facciamo addirittura un museo che è una roba unica in Italia, significa che non si fanno solo valutazioni economiche».
Il museo. Lodatissimo, giustamente. Bello, con qualche mistero, qualche provocazione, qualche scivolata. Dica lei, che ce le ha inesse: che ci fa la foto di Scariolp accanto a quella di Pasquali?
«Scariolo ci doveva stare. Quando lo conobbi, viveva, insieme a Hruby e Crespi, in una casa la cui padrona da mesi non riscuoteva l’affitto. Per la Virtus ha lavorato due mesi. Era doveroso ricordarlo».
Era doveroso pure effigiare Alfredo Cazzola in qualche immagine in più del minimo sindacale. E’il presidente che ha vinto di più, con quei colori.
«E infatti ha il suo posto importante nel video d’ingresso.E lo merita, perché è stato un grande dirigente. Come Porelli, ma, per me, Porelli di più. Perché fu lui a disegnare la Virtus dell’era moderna. L’avessimo ora un Porelli, in Virtus, in Lega, in federazione… Anche a 80 anni sarebbe il migliore».
In effetti, la classe dirigente ha perso qualità.
«D’accordissimo, ma non solo nello sport. E tra i dirigenti meno capaci di oggi mi ci metto anch’io. Ma finisco conPorelli: se ora la Virtus ha un volto e uno stile, quello di un pubblico colto, educato, che sta al suo posto, e va in tasca per pagare un abbonamento cospicuo, è solo merito suo. Noi qui ereditiamo».
Sabatini, sta per riportare la Virtus su E’tv?
«Stiamo trattando, non ci sono firme, ma credo sia un desiderio comune. Ringrazio Ferretti che in questi anni ci ha ospitato, ma E’tv è la prima rete della città e li credo debba stare la Virtus».
Era lei, fino a poco fa, ad avere una pregiudizialeanti-Fortitudo: se ci sono loro, non ci siamo noi.
«Superata, come vede».
Che rapporti ha con la Effe?«Nessuno. E mi spiace. Ho cercato di collaborare con Seragnoli, con Martinelli, con l’attuale proprietà, nulla da fare. Forse sono sbagliato io, ma continuo apensare che non dialogare sia un errore. In città, Castiglione, Murri e San Mamelo hanno messo insieme circa 800 tesserati, ed è stato bravo Tedeschi: un progetto così non sarà di serie A, ma andrebbe copiato lo stesso. Come tutto ciò cheva verso un risparmio delle spese, perché soldi da buttare non ce n’è più. Ma nessuno ci bada e mi viene in mente la canzone di Vasco. Non c’è un senso, è ora di tornare a darglielo».
Nell’attesa, lei continua ad uscire dalla Lega sbattendo la porta.
«Vero, pure dall’ultima assemblea. Ma se ci sono colleghi che si ostinano a non vedere, a negare problemi enormi, m’arrabbio e non so tacere. Poi, mi spiace: che non vedano, che non capiscano. Ma dobbiamo darci un taglio: se due squadre non ce la fanno, stanno fuori. E occhio ai prossimi guai. Oggi partiamo in 16, io non sono certo che questa A la finiremo in 16, viste certe situazioni pesanti. Infine, il basket è uno sport bellissimo, la gran parte delle società sono brave e serie, ma l’immagine è a pezzi, se anche ieri un grande giornale nazionale ci dedicava mezza pagina per dire che siamo un disastro. Abbiamo un potenziale altissimo, ma di ancora più alto abbiamo l’autolesionismo».
All’immagine lei tiene. Vedi nuovo palazzo.
«Credo che alla gente dobbiamo dare un grande spettacolo e anche il posto giusto per goderselo. Bello e comodo. Dopodiché,potremo anche smettere di dire che siamo cari. L’altra sera a Casalecchio avevamo i Coldplay. C’era gente arrivata da tutt’Italia, entrata sei ore prima, stipata in 13 mila, tanti costretti a rimanere in piedi. Biglietto a 45 euro, proteste zero. Così caro il basket?».
La Virtus lo è. Il biglietto minimo è salito a 35 euro.
«E’ cara rispetto alle altre società. Ma punta ad avere conti sani. O salta. Altrove avranno alle spalle multimiliardari o gente che, fatto un paio d’anni, cambierà aria. La Fortitudo incassa meno di noi, eppure farà una stagione da 11 milioni».
Mi sembrano tanti.
«Così mi risulta. E ignoro con quali risorse possa reggersi».
Quanti abbonati tara la Virtus?
«Meno dell’anno scorso. Spero di passare i 4.000, ma non ho conti esatti. Ho lavorato sul prodotto, la squadra è valida, se farà risultati venderà biglietti. Il botteghino ripaga: l’anno scorso la Coppa ltalia fu un boom».
Bologna di nuovo in serie A, Virtus e Fortitudo rinforzate e stimolanti. C’è pane in città per tutte e tre?
«So che si dovrà scegliere, specie con meno soldi in tasca, però anche noi dobbiamo fare un salto di qualità nell’offerta. Da anni batto il chiodo degli abbonamenti congiunti, Virtus più calcio, o Fortitudo più calcio, ma adesso vado oltre, e aggiungo anche teatri e concerti in una sola tessera: roba possibile, visto che noi un impianto per spettacoli ce l’abbiamo, e ce l’ha anche la proprietà del Bologna, col Manzoni. Io, quando vado a teatro, ci vedo tanta gente che incrocio la domenica allo sport e dico: perché non andargli incontro, anziché aspettarli a braccia incrociate?».

Categoria: Calcio
 

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