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CON I SUOI 165 centimetri e i suoi 10 anni di militanza nella Nba Earl Boykins sbarcherà sotto le Due Torri per gestire i ritmi di una Virtus che ha un solo obiettivo, quello di riportare il sorriso sulla bocca dei propri tifosi.
«Cercavamo un grande un playmaker e abbiamo ingaggiato un giocatore che non arriva al 1,70 di altezza».
A scherzare sulla statura dello statunitense è il patron bianconero Claudio Sabatini, che poi spiega le ragioni di questa scelta.
«Volevamo un giocatore vero che non venisse qui per svernare o che pensasse che il basket in Europa sia una sorta di terzo mondo da colonizzare. Il nostro è un campionato vero dove ci si mette le mani addosso e questo concetto abbiamo cercato di spiegarglielo molto bene. Un grazie particolare va al nostro general manager Andrea Luchi, senza la sua pazienza difficilmente saremmo riusciti a firmarlo».
Le cifre del contratto sono da capogiro, si parla di un annuale da 3.5 milioni di dollari che in un euro si trasforma in una cifra superiore ai 2 milioni ai quali va aggiunta una percentuale sul merchandising direttamente legato a lui.
UNA BELLA CIFRA per lo statunitense che il 2 giugno scorso ha compiuto 32 anni, soldi che in altri tempi non sarebbero mai spesi.
«L’obiettivo principale che ci siamo dati — spiega Sabatini — è quello di far dimenticare ai nostri tifosi la passata stagione. Abbiamo un debito nei loro confronti ed è per questo che siamo disposti a fare dei sacrifici chiudendo un occhio sul bilancio. Sappiamo anche che tra le parole è il campo ci può essere tanta differenza, per questo non facciamo proclami e ci allacciamo le scarpe lavorando in palestra».

MEGLIO di così la Virtus non poteva reagire al mancato arrivo di Bynum, anche se i due giocatori sembrano agli antipodi.
L’ex Maccabi ha una robusta esperienza in Europa, dove è arrivato a disputare la finale di Eurolega, mentre in Nba è un vero e proprio neofita, Boykins, invece, ha una lunga militanza nel mondo dei professionisti americani dove ha vestito le maglie dei Nets, di Cleveland, di Orlando, dei Clippers, di Golden States, di Denver, Milwaukee e infine di Charlotte ma cestisticamente non ha mai messo piede nel vecchio continente.
«E’ un rischio che ci siamo assunti — prosegue Sabatini — sapendo quanto sia compatto il nucleo della squadra composto da chi ha già vestito la nostra maglia. Mi riferisco a Blizzard, Vukcevic, Giovannoni e Chiacig (il cui accordo definitivo dovrebbe essere firmato tra oggi e domani ndr), giocatori di grande spessore umano oltre che tecnico».
Inevitabile il paragone con Michael Sugar Ray Richarson che esattamente venti anni fa lasciò la Nba per militare nelle V nere.
«Come tifoso sicuramente lo ricordo molto volentieri, da dirigente spero che Boykins sia un po’ più tranquillo. Le prima impressione è stata ottima, ora lo aspettiamo qui a Bologna ma faremo di tutto perché non vi siano problemi».

CON LA CONFERMA di «Ghiaccione» alla Virtus manca soltanto il secondo playmaker. Abbandonata la pista di Davide Bonora, è stata declinata anche l’ipotesi Andrea Pecile, nel roster bianconero c’è ancora un posto per un comunitario ed è sul quel mercato che, molto probabilmente si affaccerà la Virtus.

Categoria: Calcio
 

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