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Prima l´ultimo colpo di mercato, poi l´imprevisto e frontale attacco alla Fortitudo.
Claudio Sabatini ha completato ieri la Virtus con l´acquisto del finlandese Petteri Koponen, al primo giro del draft NBA dai Philadelphia 76ers al numero 30 la scorsa estate. Un play ventenne di talento e tecnica, che coprirà le spalle al piccolo grande veterano Boykins, provando ad apprenderne l´arte. Dopo il botto di chiusura, Sabatini può essere incoronato il re del mercato del basket italiano, avendo dato a coach Pasquali due big per ogni ruolo. Boykins-Koponen la coppia di play, Blizzard-Langford le guardie, ali piccole Righetti-Vukcevic, Giovannoni-Arnold ali grandi e Ford-Chiacig come centri. Ma più che lo scettro Sabatini tiene alla sferza del padrone delle operazioni, staffilando e dileggiando i cugini.
«La concorrenza della Fortitudo è stata serrata, mi risulta che Savic abbia fatto 30 telefonate in due giorni, ma su Koponen hanno perso 10-1, eravamo tranquilli da tempo. Devono ancora mangiare tanti panini per arrivare al nostro livello». Dopo l´antifona arriva il resto. «Davanti a noi ci sono Siena, Roma e Milano. La Fortitudo? Sta in seconda fascia, avendo preso i nostri scarti. Il vero grande colpo del mercato di Savic è stato il suo contratto, non quello che ha realizzato dopo». E poi il finale, dedicato a Woods e soci. «Per anni ci hanno preso in giro con la storia di Sugar tossico: a loro adesso servirebbe Don Mazzi per sistemarli un poco».
Annotati i lazzi e le mazzate di gusto pesante del numero uno bianconero, sulla carta rimane una Virtus di lusso, tutta da verificare, ma con pedigree da concorso. Sabatini sprizza felicità mentre annuncia Koponen nella calura della Futurshow Station, l´arena-cantiere, che il 13 settembre diventerà agibile. «Facciamo finalmente sorridere i nostri tifosi, se lo meritavano. Non guardo al totale dei nostri ingaggi e nemmeno al bilancio, che per la prima volta sarà negativo. Sono contento di aver chiuso la squadra: mi accollo tutte le responsabilità, sento molto mie queste operazioni, ho messo becco sulla scelta di ogni giocatore, ovviamente avvallate dallo staff e da Pasquali». Koponen è stata una sofferta ciliegina sulla torta. «Avevamo la firma del ragazzo da nove giorni. La famiglia, la sua ex squadra Honka-Espoo Playboys, il suo allenatore Pavicevic ci sono stati vicino, meno i suoi agenti che lo volevano al Tau».
Ma l´ha spuntata la Virtus, con un contratto di quattro anni. Petteri, che si sta giocando le qualificazione per l´Europeo con la sua nazionale, il 27 sarà a Chieti contro l´Italia. Arriverà a Bologna dopo metà settembre, ma prima la Virtus salirà a Helsinki per un´amichevole celebrativa i Playboys. E non è finita qui. «Koponen rappresenta il tassello di futuribilità che mancava alla prima squadra. Ma anche col settore giovanile stiamo completando il lavoro, non solo di reclutamento: a Consolini e Sanguettoli ho offerto il rinnovo per 6 anni. Quest´anno “non lasceremo perdere”. Voglio vedere la cattiveria dal primo minuto della prima giornata di campionato. E non parliamo di pressione, che non potrà essere maggiore dell´anno scorso, quando si faceva il conto alla rovescia pregando che finisse presto».

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