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Claudio Sabatini, la situazione di Arnold? “Arnold non è partito per Istanbul vista la prova di ieri a Biella, lo abbiamo comunicato al giocatore stamattina, e per ora non fa parte della squadra. Se poi ci darà segnali positivi vedremo se reintegrarlo, ma per ora guardiamo il mercato: non per un centrone, ma per un quattro. E’ un taglio motivato dal rendimento, non può fare 2/11 come domenica, sembra non ci stia dando: sappiamo non essere un grande leone in difesa, ma giocatore di qualità. E questa non è arrivata, pur essendo lui uno dei più anziani ed esperti. Ha problemi ad un ginocchio, questo è vero, ma non sta dando l’intensità, ad esempio, di Boykins e Righetti: considerando che in quel ruolo abbiamo problemi, considerando che l’allenatore si è espresso, questa è la nostra scelta. Ci sono rapporti tra società e giocatore che vanno tutelati, lui se deve allenarsi si allenerà, ma è fuori squadra. Se poi Boniciolli cambia idea e lo vuole in squadra, lo faremo, ma finora le richieste erano diverse”

Boykins però a Biella non è piaciuto a Boniciolli. “Io ora sono come un padre di famiglia davanti a figli che discutono. Earl ha avuto un incidente di percorso per questa operazione del figlio, io lo ritengo una persona fantastica, con un grandissimo curriculum e che si è messo a disposizione della Virtus. Apprezzo la sua umiltà nel cercare di adeguarsi al basket europeo, ma quando abbiamo preso il giocatore, ancora prima dell’arrivo di Boniciolli, sapevamo i suoi pregi e difetti. Ma non è però la stella NBA che viene qui a fare il fenomeno: si impegna, e sai che le partite te le può perdere come te le può vincere. Non potrà mai diventare alto due metri, ma di certo non lo taglio.”

Le dichiarazioni di Boniciolli possono infastidire i giocatori. “Dopo quello che ha detto sono arrivate offerte per Ford, ma noi le abbiamo rifiutate: avrei forse fatto contento l’allenatore e sarei rientrato di molte spese, incassando soldi e magari cercando un giocatore più adatto a Boniciolli. Qui però non si deve pensare ad alibi e a colpevoli, ma solo al bene della Virtus. Ho letto le sue esternazioni su Boykins, ma io ho visto un giocatore che sta cercando di interpretare il suo ruolo in Virtus, mettendosi a disposizione pur avendo un contratto garantito. Io lo difendo a spada tratta, non solo per l’investimento fatto, dato che se lui andasse all’aeroporto qualcuno che gli pagherebbe il biglietto lo troveremmo, e noi faremmo un altro affare. Ora lui è il nostro play: l’anno scorso abbiamo cambiato tanti giocatori e abbiamo fatto cassa, ora potrei tirare i remi in barca, incassare e dare la colpa all’allenatore che critica questi giocatori. Ma non voglio fare così: Ford è un nostro giocatore, così come Boykins e Koponen, così come Blizzard e tutti gli altri. Se poi Boniciolli vuole usare Chiacig come regista, avallerò le scelte, sapendo che se l’esperimento non funziona una persona intelligente torna sui suoi passi. E mi fa piacere che domenica, pur senza Langford, abbiamo comunque giocato con la giusta energia: nessuno ha chiesto di essere ceduto, e per questo mi auguro che Boniciolli non dica ‘o me o Boykins’: è un buon gruppo, è un buon progetto, un buon pubblico, e spero che tutti abbiano la serenità che ho io. Servirebbe forse un Happy Hour, trovare il giusto feeling tra le persone: Boykins non sta facendo danni, e ieri è uscito con la faccia triste di chi ha perso. In campo non ci vanno i soldi ma le persone, e forse chi prende di più è quello che ha maggiori pressioni. Abbiamo un gruppo importante, andiamo verso le Final Eight, e al massimo cerchiamo un 4 che non sia di 80kg, che piaccia all’allenatore, e che non venga preso per il gusto di prenderlo: siamo gli stessi che con Malagoli hanno vinto a Roma, con Blizzard in più, e abbiamo solo smesso di sorridere”

Questi mancati introiti proprio nell’anno in cui si è speso molto. “Ripeto: tagliare anche Ford e Boykins sarebbe una fortuna economica, ma qui non siamo in una sala giochi, e se pensassi al bilancio avrei già ripianato il disavanzo di questa stagione. Ora guardiamo se eventualmente giocare il jolly, ma niente altro”

Quindi, c’era un duello in corso tra squadra, allenatore e società? “No, io ho solo detto prima di Siena che avremmo perso di 30, e che Treviso, pur squadra mediocre rispetto a noi, era più compatta e avvantaggiata dal fattore campo. Non è una sfida tra Boniciolli e me, ma prima di parlare di scudetto di panini ne dobbiamo ancora mangiare: tra noi e Siena c’è ancora un grosso gap societario e sul campo. Mi dispiace la sua amarezza, figlia forse del momento e di qualche esperimento che ci ha fatto incartare: non è una accusa all’allenatore, ma per me il 5 è Ford, miglior centro dello scorso anno, e che di certo non mi ha truffato quando l’ho firmato”

Un giudizio sulla situazione? “In Turchia penso che perderemo di poco perché siamo in emergenza, ma dalle minacce e dalle crisi si devono sempre trovare delle opportunità. Facile trovare cose buone quando si vince, io qui le vedo anche quando si perde, perché c’è chi si avvicina alle difficoltà senza isterismi: sono persone egregie, e forse Matteo si è un po’ innervosito per la questione di Avellino. Spero che tutti possano prima o poi ritrovare la serenità, ma tutte le mosse fin qui le rifarei. Chiaro che tutti siamo in discussione per quanto prendiamo e quanto diamo: anche Righetti, per ora investimento non adeguato all’estate, pur se sono contento del suo impegno. Tutti qui stanno dando meno di quanto si pensava, i risultati non arrivano malgrado i miei sforzi, ma le persone sono eccellenti, e non voglio che si creda ad uno spogliatoio spaccato. Stiamo soffrendo tutti, e per questo chiedo un attimo di attenzione e sensibilità: abbiamo un gruppo fantastico, non stiamo giocando bene, ma siamo persone fantastiche”.

La squadra in estate era vista come una delle prime forze del campionato, poi forse con Boniciolli le cose sono andate bene prima e male poi. “Penso che lui stia già tornando sui suoi passi, non dimenticando che ieri mancava Langford e quindi atletismo. Ora dobbiamo essere sereni e ridere: se Boykins ride vinciamo, se ha il muso, come gli altri, perdiamo. Siamo gli stessi che, con la prima carica di Boniciolli, ha vinto a Roma e contro altre buone squadre. Ho uno staff di allenatori da record, dobbiamo solo metterci a ridere: qui non c’è nessuno che si limita ad aspettare il proprio stipendio”

C’è stata una flessione pur vincendo il derby e cambiando allenatore. “Boniciolli ha cambiato una squadra che vinceva per migliorarla, non certo per stupirci, e per questo lo stimo: credo nella sua buona fede e non gli ho fatto nessun appunto. Ora so che in Turchia partiamo con un grande gap, ma io sarò comunque a Istanbul per vedere la partita, dare un segnale e tornare indietro”

Boniciolli tornerà sui suoi passi, quindi ad un quintetto tradizionale? “Più che altro, con questo umore perderemmo a pari e dispari anche con un monco, o a briscola pur con tutte le briscole in mano. Io preferisco vincere e avere una posizione di classifica diversa anche in previsione del ranking europeo, senza pensare ad altro: poi gli allenatori hanno le loro idee, e ad esempio con Markovski io per buona parte della stagione ho avallato le sue scelte, anche se mi ha mandato in campo Bonfiglio pur se gli avevo preso tre greci. A Biella è tornato con il quintetto classico? Da incompetente, penso comunque che sia quello giusto”

Ci può essere un calo fisico? “No, è un calo mentale e di umore. Poi siamo quarti pur davanti ad una lunga striscia negativa, e ci stiamo preoccupando malgrado una buona classifica: siamo nel gruppo che conta, non siamo decimi. Con serenità, in campo e fuori, possiamo tornare a divertirci, altrimenti ci faremo solo male”

Vi manca qualcosa in classifica? “Con Teramo abbiamo fatto showtime, a Caserta eravamo più interessati a dove andare a mangiare dopo. Prendiamo le minacce come opportunità, e andiamo avanti”

Visto quello che è successo, avrebbe dato vacanza ai giocatori? “Dare permessi significa sfasare i giocatori tra fusi orari e dover fare le cose in fretta, e l’esperienza dell’anno scorso ce lo dimostra. Un viaggio lo paghi sempre, magari non alla prima partita, ma lo paghi. Poi Boykins doveva chiedere il permesso a me, se ne poteva discutere, sapendo che c’era un vero problema e non il solito nonno morto, cosa che mi fa chiedere quanti nonni abbiano i giocatori”

Tornando da Istanbul ci sarà un vertice? “Ci siamo sentiti dopo Biella, dato che lui mi ha chiamato. Ripeto, questa è una discussione tra miei figli, e non sto a pensare a chi a ragione e chi no, dato che la verità è sempre in mezzo. Voglio bene a tutti, altrimenti avrei fatto come quando ho cambiato Pasquali: tanti risultati negativi avrebbero potuto portare ad una soluzione simile, ma qui è diverso. Mi fa piacere che ieri Boniciolli si sia rasserenato dopo che lui mi ha chiamato, quando di solito non parliamo mai nel giorno della partita. E a me gli aut-aut vengono male per principio: se mi dicono di fare una cosa faccio il contrario, per cui non credo ad un dover scegliere tra lui e Boykins. Quando rientrano faremo un’altra cena, magari bevendo di più per avere maggiore allegria”

Ma ha una idea su chi ha più ragione e chi no? “Con i miei figli di solito preferisco dare torto ad entrambi per non mettere benzina nel conflitto”

Pesa la cessione di Crosariol? “Avellino, non pagando puntualmente il contratto, ci ha dato un assist per farlo tornare tra noi e Treviso: io sapevo che per riscattarlo ci voleva molto di più, ma alla fine l’avevo dato ad Avellino pur avendomi fatto arrabbiare. E’ un giocatore che deve trovare un grande feeling con gli allenatori, ora ce l’ha, negli ultimi anni ha fatto cose buone e meno buone, ma io non lo cambierei né con Ford né con Chiacig: se devo dare la palla in mano per l’ultima azione, magari Crosariol distrugge il tabellone con una schiacciata sbagliata, e io lo devo anche ripagare”

Il contenzioso con Alan Anderson? “Ho ricevuto una telefonata che mi chiedeva se ero disposto a cederlo, io ho dettato le mie condizioni, senza problemi di buyout e di fatturazione con l’agente. Io ho pagato questa commissione, e ora mi viene chiesta una provvigione di un giocatore di Sbezzi che io ho ceduto? Magari non avremo le carte in regola, ma se devo pagare per un giocatore ceduto con l’avallo dell’agenzia, con io che ho pagato il 10% di questa transazione, mi sembra strano. Io ho pagato regolarmente, con una società che a sede a Verona: faremo un lodo, magari lo perdo e dovrò pagare, ma ci vuole una bella faccia tosta. L’unico a cui devo dei soldi è Brewer per una scommessa fatta in un bar”

Il rientro di Blizzard? “C’erano state offerte non adeguate, io penso che lui sia un nostro punto importante, ha avuto un momento di sbandamento e alla fine ha chiesto scusa e ha voluto farsi integrare. E’ uno di quelli che conosco da più tempo, sia da vincente che da infortunato: si è tirato indietro quando le cose andavano bene, si è fatto trovare presente in un momento difficile, e questo è buono”

Con lui e Vukcevic pare ci sia sempre maggiore indulgenza. “A lui glielo ho detto: hai culo perché mi stai simpatico. E comunque, lui è una opportunità per la Virtus, e prima non ci aveva mai dato nessun problema, ed è una persona vera”

Le Final Eight: la partita con Roma quanto cambierà per l’organizzatore Sabatini? “Ora ho tanti impegni, sia fieristici che da editore radiofonico, ma di certo la cosa pesa. E’ andata così: per il ranking europeo, è giusto che spareggiamo noi. La Fortitudo? Sembra che lo facciano apposta a non venire da noi”.

Categoria: Calcio
 

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