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Di Antonella Zangaro (una dei 2.200 matti)
Quella che è partita questa mattina illuminata dalle prime luci dell’alba è stata la terza edizione di una delle corse più originali che percorrono il centro storico di Bologna. Mentre tutti quanti dormono più di 2.200 matti, così li definisce chi non prende parte al grande ritrovo in calzoncini e scarpette da corsa, si sono dati appuntamento al baraccano per la Run5.30. Perchè si chiama così? Per non dimenticare l’ora esatta del via:. Le 5 e 30 della mattina. Un’ora perfetta per non respirare smog, non incappare nel traffico della città che insegue le sue frenetiche giornate di inizio estate, un’ora perfetta per dare sfogo alle gambe, correre padroni del centro storico medievale tra i più belli d’italia e sorridere ai flash di chi, sorpreso e incuriosito, si affaccia alle finestre per immortalare il fiume di podisti, quest’anno rigorosamente in arancione, che colorano le strade di Bologna. Come sempre, il popolo di chi ama correre non ha età. Questa mattina c’erano famiglie intere, con bambini e amici a quattro zampe, giovanissimi e meno giovani che sfrecciavano fino allo sprint finale. Strade strette a imbuto nel ghetto, larghi passaggi sui ciottoli di piazza santo stefano ancora sonnecchiante ma già illuminata dal riverbero dall’alba. È venerdì mattina. La settimana è ormai alle spalle, può dirsi chiusa, si possono spendere le energie rimaste per mettercela tutta e battere il proprio record personale oppure semplicemente, ancora storditi dal sonno e dalla levataccia, lasciarsi trasportare dal fiume di energia sana senza nemmeno rendersi conto del percorso che si è affrontato, perchè in realtà, le gambe c’erano ma la testa era ancora tra il cuscino e lo stupore di avere sentito la sveglia. Sì, perchè il vero senso di partecipare a una chiamata simile è quello di condividere un momento di sport e allegria guardando in faccia quel branco di matti che stamattina ha deciso di condividere mezzora, i più bravi, un’ora chi ha decisamente scelto di passeggiare e poi ridere nel raccontarlo a chi derideva la folle impresa. Perchè farlo? La risposta è perchè no? Anzi, perchè non rifarlo.

Categoria: Sport
 

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