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Rodriguez: ”L’Italia il mio sogno”
Diego Rodriguez ha raggiunto oggi il ritiro di Sestola ed è stato presentato alla stampa.
“Sono già venuto alcune volte in Italia, sia con le giovanili della Nazionale che come turista: ho visitato Formia e Gaeta. In Uruguay il campionato italiano è considerato, così come quello spagnolo, uno dei luoghi migliori per giocare a calcio. Sto già studiando l’italiano fin da quando, tre settimane fa, ho saputo di venire a Bologna: mi raggiungeranno presto qui anche i miei genitori e mia sorella”.

Conoscevi il Bologna?
“Sì: so che è una società con una storia importante, dove hanno giocato anche molti calciatori uruguayani in passato, e ricordo alcuni giocatori che hanno vestito di recente questa maglia, ad esempio Signori. Sono super felice di essere qui, sono pronto a dare il meglio di me per questa squadra e conto di portare molta allegria: il calcio è prima di tutto divertimento, mi piace divertirmi in campo e trasmettere spensieratezza alla gente che ci guarda”.

Hai già parlato con Arrigoni?
“Ci siamo presentati in occasione dei test medici che ho fatto a Bologna: è stato un incontro molto importante per me”.

Che tipo di giocatore sei?
“Sono un giocatore potente e di buona corsa: sulla sinistra parto dalle retrovie, mi piace spingermi in avanti e andare al cross, anche tirare in porta, ma so bene che in Italia è molto importante la tattica e la marcatura in fase difensiva. Il mio piede è solo il sinistro!”.

In che ruolo giocavi in Uruguay?
“Nel 4-3-1-2 giocavo sia terzino sinistro che terzo di sinistra a centrocampo. Nel 4-4-2 ho giocato sia in difesa che a centrocampo, sempre sulla fascia sinistra. Ho sempre giocato nel Penarol, dove ho esordito a sedici anni in Serie A. Non ho ancora vestito la maglia della Nazionale maggiore: è il mio sogno”.

Conosci Britos?
“Sì. È un difensore molto bravo e dal gran fisico. Ci siamo incrociati in campo qualche volta, ma non ho avuto occasione per parlargli da quando siamo diventati compagni di squadra al Bologna”.

Come mai il calcio uruguagio, a livello di Nazionale, non ha più ottenuto grandi risultati negli ultimi decenni?
“In Europa il calcio è cresciuto molto: per tornare su certi livelli, in Uruguay bisognerà lavorare tanto sui settori giovanili. Molti giocatori vengono qui in Europa per imparare: tutti i sudamericani sperano di avere un’occasione come la mia”.

Chi è stato il tuo maestro di calcio?
“Io ho sempre creduto in me stesso e la famiglia mi ha sempre accompagnato da vicino. Nelle giovanili ho imparato molto da Daniel Martinez, mentre il mio ultimo allenatore è stato Mario Saralegui”.

Categoria: Calcio
 

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